singasong

venerdì, 12 giugno 2009; commenti (5)

On air: Niente.
Nel vario e più che altro eventuale caso: Blu Vertigo - L' Assenzio


Perchè il canto, è come un amante. Morboso, opprimente: indispensabile. Un marito affettuoso su cui riversare l'emozione che nella vita non metti, che nella vita non vivi. La storia adolescenziale che non hai mai avuto, il ragazzo che per primo ti mette le mani sotto la maglietta, l'uomo che ti ruba l'anima. Il cuore. L'innocenza.
E che poi ti restituisce.
La tossicodipendenza di cui hai bisogno. Mente e corpo.
Che ti fa piangere, che ti fa ridere, che un sacco di banalità, che una volta messe su note tanto banali poi non sembrano.
E' il fidanzato che ami troppo.
Che sofffoca il mondo che vi circonda, che assorbe, che ti assorbe. E da cui decidi di separarti, velando le paure con una patina parvente di maturità. Abbi il coraggio di aprire gli occhi, guarda le cose come stanno amore mio. Non siamo fatti per stare insieme.
Perchè il suo cuore, batte troppo forte nel tuo petto,
E non importa quanto ami una persona; quando il suo sangue scorrerà troppo vicino alle tue vene; scapperai. Non puoi fare altro che scappare.
Riconosci la citazione, Anna?
Ed un giorno. Un giorno. Quando credevi che i tuoi occhi si fossero asciugati, quando credevi di essere autosufficiente, quando credevi di aver dimenticato. In silezio, Lui ritorna. Di nuovo suona al portone, e senza domandare, entra. Non se ne è mai andato. E' sempre stato là. Che tu lo voglia o no, lui ti bacia ancora una volta.
E di colpo, sorridi.
e di colpo vivi,
e di colpo, per un attimo, hai voglia. Voglia di avere voglia. Voglia di.
Ed il sole non è mai stato più caldo, e la strada non è mai stata più allegra, e i ricordi non sono mai stati tanto vicini e la vita non è mai stata così semplice, così chiara, così all'apparenza, così nel tempo di un istante. 
Potrai urlare, potrai piangere, potrai rompere i piatti.
Potrai allontanarlo ancora, ma sarà lui a tornare. E tornerà sempre. E ti prenderà per mano quando ti troverà inginocchiata a terra a raccogliere i cocci. E piano, toglierà le schegge che si nascondono nella carne. Una per una. E tu non potrai fare a meno di amarlo. Una volta ancora.
E di ringraziarlo.
Once more, non abbandonarmi di nuovo.
Once more.
Credi in me, quanto io credevo in te.
quanto io credevo di aver dimenticato di credere in te.
quanto io credo in te.
O anche solo la metà.


Votatevi alle divinità più disparate. Prendetevi un idolo ciascuno un tempio a testa, una Terra Santa per uno. Non fa male a nessuno. E pregate per me.
Auguratemi buona fortuna.
Grazie.


EloiseTheDoll
~



.Through The Looking Glass And What She Found There.


Tira le somme

martedì, 02 giugno 2009; commenti (5)

On air: Joy Division - Love Will Tear Us Apart

Sono arrivata alla conclusione che se ancora leggi Lovecraft a trentadue anni, c'è qualcosa che non va.
Sono arrivata alla conclusione che se l'Apocalisse avesse un rumore, sarebbe quello della M3 prima della fermata Conciliazione. Next Stop, Conciliazione.
Sono arrivata alla conclusione di non essere poi così sicura di avere una furtiva, ma intensa relazione con me stessa. Non ne sono mica più tanto certa. Forse, un giorno, quel giorno, dimenticai anche il mio cuore a casa tua. E forse, oggi, da quel giorno, ancora tu lo tieni. E' l'inconscio, temo. La solita vecchia storia che sai di non sapere. Eppure la conosci. Il mondo platonico delle Idee Innate rivisitato in chiave freudiana. E forse oggi, da quel giorno, ancora ti amo. E se domani decidessi di tornare dove forse tu non sai di essere mai stato, io ancora prenderei un lazzo e cercherei di tenerti stretto. Calamity Jane. Perchè io del Vecchio West solo questo conosco. Un paio di leggende popolari e qualche personaggio folkloristico. Pecos Bill, Johnny Apleseed, Lilttle Bo Peep has lost her sheep. E una manciata di snocciolate biografie dei più grandi fuorilegge del West, il grilletto più veloce del saloon.
Vorrei ancora rinchiuderti nell'Area 51 del mio Giardino, sorvegliato giorno e notte senza possibilità di evasione alcuna. In un oasi lisergica per te appositamente creata. Unicamente dedicata a te. Costruita dai più bei colori che acido umano mai concepì. Montata su travi di Psichedelia che tanto ami. Ancora cercherei di renderti felice. E di rendere me felice con te.
Amo troppo il tuo ricordo per chiedere il divorzio.
Ed il Perdono agli occhi di Dio.
Sono arrivata alla conclusione che dovresti lasciarmi cercare trai vecchi poster che hai appesi nel capanno degli attrezzi il muscolo cardiaco che mi manca. Lasciare che ritorni al suo posto. Andartene definitivamente. Una volta per tutte. Smetterla di essere il mio comodo capro espiatorio per qualunque cosa di bello e di brutto accada nella mia vita.
Sono arrivata alla conclusione che comunque, è ingiusto.
Sono arrivata alla conclusione che gli anni Ottanta, vanno un attimo presi da parte. E rivisitati con calma. David Bowie.Christa Päffgen.Velvet Goldmine. Velvet Underground. Indie. New Wave. Joy Division. Nico. Ziggy Stardust. Johnatan Rhys Meyers omosessuale e dai capelli turchesi.
Sono arrivata alla conclusione che forse lo shopping non rende felici. Ma Vivienne Westwood, .
E anche la mia nuova, ampia camicia post punk che fa tanto Robert Smith.
Sono arrivata alla conclusione che "I Barbiturici" oltre ad avere un suono delizioso, sia anche uno stupendo titolo per un libro. Un libro che parla di due ragazze innamorate di un appendiabiti con la maglietta dei Joy Division. Una di loro porta un foulard di Hermes intorno alla testa e dei grandi occhiali fumé anni cinquanta; e va alla ricerca di una Nuova Vita e di un Nuovo Amore in America. L'altra dalla sensibilità molto marcata e la tendenza ad una visione pessimistica e fortemente emo della vita, preferisce recludersi e rinchiudersi nella sua stanza. Cullata dal suo depressivo e fragile crollo psicofisico e dalla voce di Ian Curtis, presto sostituito da Lou Reed. Perchè Brutti Ricordi. Entrambe, legate da un comune amore ed un comune destino, troveranno la Salvezza finale nei suddetti derivati della Pirimidina. Da qui il Titolo. "I Babriturici". La colonna sonora è dei Tokio Hotel che con un casco di banane in testa e una larga gonna di foglie di palma, ancora tentano di conquistare gli indigeni della Papua Nuova Guinea. Davvero dovrei scriverlo questo libro. I really, really should. Really.
Sono arrivata alla conclusione che Tarantino mi concilia il sonno. Quentin è la mia Ninna Nanna preferita.
Sono arrivata alla conclusione che metà della mia vita l'ho passata ad arrivare a conclusioni. Di più. Un buon settanta per cento delle mie giornate. Conclusioni nemmeno troppo conclusive, poi.
Quel che si dice "Tempo sprecato"

Non sono, invece, arrivata alla conclusione del motivo che spinge i senegalesi venditori di gadget pacchiani in Centrale, a tentare di smerciare inutilmente minibiciclette, dotate di minimotore elettrico e miniciclista incorporato, che una volta in azione emettono un inquietante motivetto che mi riporta tanto alla mente il fischiettio di Bill in Kill Bill e il jingle dell'Esoricista.
Già non mi è chiaro come possano sperare che qualcuno compri cinesissimi girasoli canterini in peluche o i gatti dalle pupille dilatate e lo sguardo di un cocainomane.
Ma quelle biciclette, proprio, rimangono un mistero.


EloiseTheDoll
~



.Through The Looking Glass And What She Found There.


Accidia Invalidante

martedì, 26 maggio 2009; commenti (1)

On air: Ilona Mitrecey - Un Monde Parfait

E' come portare un virus in grembo. Un tumore, l'HIV. Una di quelle malattie che fanno scattare il lentissimo conto alla rovescia verso la tua decomposizione. Meno tre anni, meno sei mesi, meno cellula dopo cellula. Che viene aggredita, fagocitata, abbandonata. E' come sentire la bestia muoversi nel tuoi occhi ed osservarla sgretolare il mondo che ti ciroconda. Dentro, fuori, sopra, sotto, nel giro di un grande diametro, nel raggio di miglia, di anni. Soprattutto dentro. Annullare. A n n u l l a r t i .
Uccide gradualmente la voglia di piacerti, di piacere. Eri preoccupata per la mia sregolata vita sessuale, mamma? Non hai nulla da temere, mammina cara <3 . La mia sregolata vita sessuale è controllata. Controllatissima. Così sotto controllo da essere completamente assente, mamma. E sai cos'è il peggio? Il peggio è che non mi interessa. Il peggio è che tua figlia, mamma, a diciannove anni, è completamente frigida. O come se. Di già. Come se lo fosse. Non ricordo l'ultima volta in cui mi sono guardata allo specchio del bagno e abbia pensato "Cazzo che figa". Non so più a quando risalga. Tutto quello che lo specchio oggi mi riporta, è un conato di vomito. E per "oggi" intendo un lasso di tempo un attimo più ampio di ventiquattro ore. E' un modo di dire, mamma. Cerca di capire. L'ultima volta che sono andata a ballare con la voglia di lasciarmi desiderare, avida di sguardi. L'ultima volta che sono uscita con la voglia di flirtare, di provocare. Quando credevo bastasse il giusto numero di battiti di ciglia per tenere il mondo in mano. Una biglia. Mi illudevo. Non funzionava, certo. Ma non importava, non importa. L'ultima volta che ho desiderato un bacio. Un corpo. Rimanendone costantemente delusa, poi. Come sempre, chiaro. Ma non importava, non importa.
Era la voglia che contava.
E oggi tutto quello che io ho da raccontare allo specchio, è un' indifferente scrollata di spalle.
Ti abbandona seduta con la bocca spalancata ed un disgustoso rivolo di bava come cornice laterale, a fissare uno schermo con occhi vitrei. A trascorrere delle ore senza sapere come le hai trascorse. Eppure le hai passate. L' orologio testimone ti informa che sono le undici passate.
Una grossa bambola di carne e sangue e peli in stato comatoso. Un vegetale. Un sacco di pelle e unghie dallo smalto dato male che svogliatamente cerca tra quel che le resta in borsa.
Quelle che credeva passioni: annullate.
FAIL.
Alza la testa. Una grossa goccia di bava macchia la fodera rossa del letto ad una piazza e mezzo. Bava e teina.
Alza la testa. Lo guarda dritto negli occhi, nei suoi occhi. Nei miei occhi. Ti guardo.
Sto parlando con te. Sì, con te virus del cazzo.
Mangiami, digeriscimi e mangiami ancora, come una vacca. Una grassa, stupida giovenca. E guardami, mentre mi mastichi. Guardami, perchè la mia borsa non è ancora vuota. Perchè ci sono delle cose che tu non potrai mai decomporre. Intaccale, sporcale, mordile, non le annullerai mai. Troia. Non saranno mai tue. Puttana.
Le mie Voglie.
Ascoltami bene, Accidia, perchè non lo ripeterò un'altra volta.

Voglio scrivere. Voglio cantare. Voglio tornare a specchiarmi in qualunque superficie riflettente mi imbatta. Voglio volermi ancora. Voglio partire. Voglio un villaggio. Voglio nuotare, avvolgere la mia testa in un'appiccicosa cuffia di lattice che tende la cute e tira i capelli fino a quando non fa male. Voglio i pass per il backstage dei Motley Crue. Li voglio anche per i Placebo. Se ottengo pure quelli per Miyavi, raggiungo la felicità ultima. Il Nirvana dell'Estasi. Voglio delle foto; foto nuove. Voglio dimagrire. Voglio tornare a prendermi cura dei miei figli del web prematuramente abbandonati. Abortiti alla nascita. Voglio dar loro nuova vita. Luce. Voglio darmi vita, voglio darmi luce.
Voglio prendermi cura di me.

Mi sono innamorata. E lui è in 3D. , posso toccarlo. Potrei toccarlo; almeno credo. Vorrei toccarlo. Se lui non fosse così terribilmente bello, conteso, desiderato. Ma soprattutto bello, sì, bello.
E vista e considerata la mia precaria condizione psicofisica, un due di picche è proprio quel che meno mi ci vuole.
Così, mi limito a guardarlo. E nemmeno troppo. Non voglio rischiare: la paura di un rifiuto è troppo alta. Quella delle sue conseguenze, è spropositata. Vorrei, se non altro, che mi donasse di nuovo la voglia di piacermi. Di piacere.
Perchè questo tu puoi farlo, vero?


EloiseTheDoll
~



.Through The Looking Glass And What She Found There.


La Ragazza che urlò Depressione

giovedì, 14 maggio 2009; commenti (5)

E che a forza di urlarla, la ottenne.
Non preoccupatevi. Non preoccupatevi se non oggi non riuscite ad amarmi, davvero. D'altronde io mi amo già a sufficienza.
Amo quel fallimento che nel giro di un anno sono riuscita a diventare. Amo il mio giardino di sterpaglie ed erbacce che ancora mi ostino a curare innafiandolo con acido nitrico e succo d'arancia. Amo il solo pensiero di doverti di dire "Mamma. Ho sbagliato" "Mamma avevi ragione tu". Che tutti i miei passi sono stati più lunghi delle mie gambe. Delle mie tonde, grasse, gambe. Del mio tondo grasso corpo. Che non ne ho mai fatto uno solo di passo, mamma. Che li ho sognati. Che li ho sognati tutti, come sempre mamma.
Come si dice quando trovi dei colori fuori produzione all'interno del tuo ventre, ma non possiedi i pennelli per dipingerci il mondo? Come si chiama e quando hai le potenzialità, ma non le applichi? Come ci si sente quando sei piena di teoria. Così piena da vomitarla ogni mattina dopo il caffè, ma assolutamente priva di pratica?
Te lo dico io come ci si sente. Come si dice, come si chiama. Si dice Fallimento, mamma.
Quando deludi tutti quanti, ma di deludere te stessa non te ne frega un cazzo.
Si chiama Gulia, mamma.
E mi dispiace. Mi dispiace, perchè nonostante tu non abbia mai creduto in me, so che hai sempre preteso il meglio. Il meglio del fantutti. Del questolopossonofaretutti. La tua Regina della Mediocrità soffre di Accidia Invalidante, mamma. La tua Presidentessa del partito delle Cose Comuni oggi si tocca la schiena e le ali non le sente. Quelle punte stondate che crescevano dietro le scapole non erano altro che ossa, vero mamma? Ossa che non riesco nemmeno più a sentire. Circondate da un pesante strato di flaccidi lipidi. Saturi ed Insaturi. Forse avevi ragione,mamma: il volo avrei dovuto spiccarlo anni orsono. Forse avevi ragione, mamma. Dovevo camminare bassa. Dovevo strisciare. Dovevo staccare gli occhi dal cielo. Sono ridicola, guardami. Sono patetica, non guardarmi, ti prego.
E non sai quanto mi faccia male doverlo ammettere.
Mi sento sola. Ed ho paura. Non di me, ma di te, mamma. Ed è qui che sbaglio, vero?
Perdonami, ma devo formattare la mia vita. Tabula Rasa. Non sono mai morta. Era solo un sogno. Non sono mai rinata. L'ennesimo stupido sogno.
Oggi, devo uccidermi, mamma. Vorrei mi compiangessi, anche se so non lo farai. Ti limiterai a squadrarmi coi tuoi occhi freddi. Che dicono "Te l'avevo detto" che dicono "Anche questo dolore dovevi darci?" che dicono "Sono preoccupata per la tua sregolata vita sessuale". Nemmeno quella, mamma. Nemmeno quella. Indovina, mamma, nemmeno quella mi resta.
Sono sola ed ho paura. E ti prego, non essere ancora una volta la mia coscienza. Non domani. Domani, per una sola volta, sii il mio Diario Segreto. La mia Cara Psicologa. La mia Posta del Cuore.
E voi andatevene tutti a fanculo. Tutti, cortesemente, gentilmente a fanculo. A gruppi di due o tre. Senza spingere, grazie.
Anzi no. Spingete. Spingete, pure. Urtatevi. Si, grazie con piacere.

Attenta a quel che desideri, bimba mia; perchè potresti ottenerlo.
Vorrei poter dire di aver imparato la lezione, mamma. Ma in tutta sincerità, non ne sono poi così certa.
E tu sai quanto io lo odi. Essere sincera, mamma.


EloiseTheDoll
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.Through The Looking Glass And What She Found There.


You get me closer to God.

domenica, 10 maggio 2009; commenti (4)

On air: Fragile No Elektro - Aquefrigide

Dovrei allestire una bancarella ed appenderci un grosso cartello tinto in colori fluo "Free Kisses" . Con dei grossi cuori rossi. Reinventare la tomba di Oscar Wilde a stand per il mio affetto da volontariato. La mia lingua gratuita.
Quantomeno, sarei più credibile.
Eppure tu non verresti, vero? Anche se fossero in omaggio, non ti presenteresti comunque, vero? Paghi due prendi tre. Paghi uno prendi quanto vuoi. Non pagare, è gratis. Sarebbe lo stesso, vero? No, non verresti. Lo so che non verresti. Cazzo di omosessuale. Perchè sei un cazzo di omosessuale, vero? Anche i gay sono okay . No, ti prego, non dirlo. Taci. Non farmici nemmeno pensare alla remota e ridicola possibilità che sia io a non piacerti. Che IO non piaccia a TE. Stai zitto, lasciami credere che tu sia gay. Un cazzo di omosessuale represso. Per favore. Ominosessuale.
Dovrei farmi cospargere di olii ed incensi profumati, laccarmi d'oro, farmi sostituire le pupille da due rubini splendenti. Perle tra le labbra. Il Principe Felice delle minoranze. Lasciarmi inalzare sul piccolo altare del piccolo tempio, adorno di piccoli gigli e candele bianche. L'Idolo della nicchia. Il vostro idolo iconografico. La vostra Madonna sconsacrata e blasfema che oggi, sdraiata sui gradoni sotto l'Arco di Trionfo, guardava quel punto blu, dove a sentire gli altri, dovrebbe aver casa il Paradiso.
La Regina della Bigiotteria che ha bisogno della vostra presenza, delle vostre preghiere, del vostro amore incondizionato per reggersi in piedi sul marmo del piccolo altare del piccolo tempio dai piccoli fregi. Per preservare il viso d'alabastro dalle crepe premature. Siete il mio lifting. Le mie iniezioni di botulino anticipate.
Perchè nessuno mi amerà mai più di quanto non faccia già io stessa. Sono arrivata alla squallida e capricciosa conclusione che non riesco a mettere il mio cuore all'asta insieme ai baci, perchè sono già impegnata. Non mi lascio amare, perchè io sono la mia fidanzata. Mia moglie. La mia Anima Gemella. E nessuno saprebbe mai amarmi, quanto io amo me stessa. Nessuno riuscirebbe mai ad apprezzarmi quanto merito. A desiderarmi, a volermi, a rendermi felice meglio di quanto non sappia fare già da sola. Io mi amo. Io mi amo sempre troppo. Chi saprebbe baciarmi meglio della mia controparte cinematografica? Della mia ombra? La mia bella, bellissima ombra.
E non vi lascio entrare, perchè non ho spazio per voi. Perchè il mio cuore è chiuso in una gabbia di cristallo azzurro e la sua chiave, la custodisco gelosamente all'interno dell'utero. Sporca e dimenticata, corrosa dai succhi gastrici. Mia, mia. Solo mia. Nostra. Nostra, amore mio.
E vedo Cupido incarnato in un corpo virtuale di pixel ben assemblati, incredibilmente ben assemblati. Uno schema di codici binari talmente perfetto che vorresti che anche Dio sapesse sorridere come Zack Fair. Gli angeli dovrebbero portare in volto la dolcezza del suo sguardo inclinato.
E lo amo, perchè è irreale.
E lo amo, perchè non esiste.
E lo amo, perchè è la pagina di album da colorare senza l'immagine d'esempio a fianco. Un contenitore vuoto. Una scatola nuova di fabbrica.
E lo amo, perchè nessuno sa amarmi.
E lo amo, perchè questa è una squallida realtà.
E lo amo, perchè mi amo.

Nel giro di poche ore, sono riuscita a fare più danni da sola, di quanti qualunque persona impiegherebbe mesi a fare. E credo che la grammatica sintattica di questa frase sia sbagliata. Cacofonica. E ridicola. Credetemi, l'ho riletta. Più e più volte, ma non riesco a renderla corretta. Poco importa, il significato è quel che conta, adesso.
Nel giro di una notte ho destabilizzato interamente la mia quiete, sono stata costretta a prendere posizioni, ad agire attivamente, ad abbandonare la mia zattera sul Corso degli Eventi per prendere mano sul tempo. In mano il tempo. E la zappa e la vanga, perchè il mio giardino stava mutando senza il mio permesso. E Dio solo sa, quanto io lo detesti.
E tutto questo solo perchè ho bisogno di te. Di voi. Ho bisogno delle vostre preghiere, dei vostri inni sacri, dei vostri incensi, doni, canti, del vostro amore.
Voglio che tu mi voglia. Ho bisogno che tu mi voglia.
Amatemi. Amatemi e Perdonatemi, vi prego.

Prentedete due dita, portatele agli angoli della bocca,e tiratela verso l'alto in una smorfia di felicità istantanea homemade.
Non sono allegra, oggi. Ma domani tornerò sulla zattera a navigare il Corso degli Eventi. Domani sarà okay. E' sempre tutto okay. Tutto irrimediabilmente okay. E questo è perchè non riesco a mantenere alcuno stato emotivo per più di trenta minuti. Ho solo le versioni promo a durata limitata.
Domani, vi parlerò di Parigi.
Domani, sarà okay.


EloiseTheDoll
~



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Si chiude una porta...

domenica, 05 aprile 2009; commenti (8)

... Si apre un portone.

Un portone del cazzo che poteva anche restare chiuso, detto tra noi. Sempre ammettendo che esista questo portone, perchè così dice il proverbio. Ma io mica lo vedo.
Niente maledetto blocco del fottuto scrittore, fottutissimo; niente rapimento alieno, non ancora purtroppo. Ma attendo fiduciosa.
Sto semplicemente aspettando il nuovo template, la nuova scenografia per i miei spettacoli, il mio nuovo palco, l'arredamento per il nuovo appartamento.
Perchè questo puzza di vecchio e di stantio, puzza di passato che non tengo più in mano. E poi, sostanzialmente, perchè sono più le volte che vedo i pixel cadere lentamente dalle colonne, anzichè restare compatti a formare immagini. Pixel anarchici.
E l'ambiente conta. L'ambiente è essenziale. Scrivici tu in un vecchio cinema abbandonato, isolato ermeticamente dal mondo esterno, ammassato insieme ad una decina di personaggi che come te cercano la fama. E la storia della loro vita da pubblicare sullo scaffale di un'eventuale Feltrinelli.
No, io aspetto. E ballo da sola, grazie. Aspetto tremando perchè ho bisogno di scrivere, ne ho talmente bisogno che pugnalo i tasti ad una velocità che non conferisce loro alcun senso.
Perchè ne ho bisogno.
Ho così tanto da dire che finirò per restare in silenzio. Come al solito.
Abbiate fiducia. Anche se in me, è difficile averne. Lo riconosco.
Questo è il post più corto che scrivo da quando sono divenuta una fottuta rockstar del mondo della blogsfera.

Fatemi l'applauso.


EloiseTheDoll
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.Through The Looking Glass And What She Found There.


Tideland - Il mondo capovolto

mercoledì, 04 marzo 2009; commenti (22)

E' inutile. E' tutto inutile. Nulla è più possibile.
Io ci provo ad essere triste, ci provo cazzo, ma davvero, lo giuro. Eppure la depressione non attecchisce. C'è chi nasce per essere emo e chi una
fottuta rockstar. Chi nessuno dei due. I piani divini sono difficili da sconvolgere, o anche solo da ridirezionare ho scoperto. Dicono: Basta diventare Dio.
Dio o una
fottuta rockstar.
Non avrò quindi la depressione, ma in compenso ho dei capelli assolutamente improbabili, per non dire improponibili. Sono
Ziggy Stardust. Sono Geri Halliwell, cazzo. Sono una Spice Girl. E loro sono così anni Novanta; loro i miei capelli, dico. FA VO LO SI ♥
Oltre al taglio invidiabile, ho un nuovo coinquilino. Potermi guardare allo specchio e dire "Cazzo Giulia. Vivi con due uomini" Mi fa sentire così irrimediabilmente cosmopolita ed emancipata. Moderna. Innanzitutto, mi fa sentire una strafiga. Cioè, magari non proprio oggi, perchè oggi le mie occhiaie e i miei sublimi capelli sporchi, insieme ai miei flaccidi chili di troppo, mi suggeriscono dal mondo dietro lo specchio e quel che Alice vi trovò che "No. tesoro. Oggi no. Dai, esci dal bagno e torna a letto. Lontana dalle superfici riflettenti. Non farti del male da sola, dolcezza". Devo dire che ad ogni modo, sono cortesi. Le buone maniere prima della morale, Oscar.
Voglio andarmi a vedere il concerto dei Franz Ferdinand, voglio rileggere PK#3, voglio dimagrire e diventare bella come bella doveva essere lei. E' lei.
Sono la protetta della Santa Vergine. sono Shannon Mc Farland con una mascella, ma sprovvista di un corpo che possa apparire anatomicamente splendido avvolto dentro un sottile vestito di crèpe di cotone. Ho un viso barocco, dei capelli impressionisti e un meraviglioso paio di occhioni rococò. Nel complesso, posso dire di essere molto gotica. Dovrei andare all'anagrafe e farmi cambiare il nome in Leonardo.
C'è che a furia di portare le maschere, i treatranti della tragedia greca finivano per impersonare il loro costume tutta la vita, La durata di un'esistenza intera nello stesso ruolo. Dentro di te, fuori di te.
C'è che a furia di giocare con i vestiti della troia smaliziata, finisci per non riuscire più a toglierti la minigonna in pvc e a guardarti allo specchio struccata. A furia di scherzare se chiami al lupo al lupo, presto o tardi il lupo finirà per arrivare e sbranarti. I villici sono alla sagra del paese. le tue urla non le sentono. E anche le sentissero, non le starebbero ad ascoltare.
C'è che non riesco a vedermi con le menti degli altri, c'è che non le ho le misure di una bambola gonfiabile, ma forse agli occhi del mondo, continuo ad averne le fattezze. Avete gli occhi distorti cazzo. Problemi di cieca miopia, orbi.
In fin dei conti, è comunque colpa mia.
C'è che il potere dell'immagine ha superato quello della parola. Che a sua volta ha superato quello della lettera. C'è che è uno schifo, vero buddy?!
C'è che nessuno legge più e nessuno scrive ancora di meno.
C'è che io comunque continuo a farlo.

L'autogiustificazionismo è il sale della vita. Un po' come l'ermetismo e l'autocitazionismo.
E un
sacco di altri -ismo che non starò ad elencare desso.
E ricordate miei amati, che con la giusta dose di tequila nessuno è fidanzato. Nessuno!
Fedeltà? No, mi spiace, Provi a chiedere giù all'edicolante, io la conosco solo per sentito dire ♥
Buonanotte ♥


EloiseTheDoll
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.Through The Looking Glass And What She Found There.


"You met me in avery strange time in my life Marla"

mercoledì, 25 febbraio 2009; commenti (5)

La verità, è che potrei stare meglio e vorrei stare peggio.
La verità, è che avevo iniziato un post sul deprimente andante. L' avevo iniziato e, vi dirò di più, l'avevo pure salvato. Ora attende insieme a una dozzina di altre bozze in cartella che a loro tempo mi han lasciato un curriculum sulla scrivania, e ancora oggi aspettano fiduciose una telefonata per un colloquio. IO ci faccio castelli di carta pesta con i loro curriculum.
La verità, è che la depressione non fa per me; non più ormai. E per quanto mi sforzi, mi studi, mi sfidi, la osservi, per quanto mi ci impegni, si ostina a non volermi assecondare.
Sarà che quel che prima mi pareva tanto poetico, ora più lo guardo e più storco la bocca. Inarco le sopracciglia. Sbadiglio.
Tanto romantico. E' nell'apatia la nuova poesiaIl cinismo è il Leopardi del Ventunesimo Secolo. Sono il sarcasmo di Woody Allen. Sarà che mi sono decisa di vedere Fight Club. Sarà che ho infranto il mio voto, Signor Palahniuk, lo so, e mi perdoni. Qui in ginocchio di fronte a lei, mi guardi e mi perdoni. Mi ami ancora . Mi ami perchè farò ammenda, lo giuro. Farò ammenda signor Palahniuk, amando la Regina Suprema oltre ogni cosa. Sarà che Chuck è il mio Nuovo Messia. Il nuovo Cristo, the Personal Jesus nell'elaborato e complesso Olimpo di divinità, Dei e Dee, del pianeta JU. Sarà che tutto questo è una citazione di una citazione di una citazione ripresa e rielaborata, perchè niente in me è originale. Sono l'insieme degli sforzi coordinati di tutti quelli venuti prima di me, intorno a me. Sono il decoupage anatomicamente rivisitato e corretto di JU. Sarà che anche questa altro non è che l'ennesima citazione.
Sarà che non ho più quindici anni. Sarà che vorrei riaverli. Perchè inizio a non capirci più molto. Inizio a non saper più distinguere quel che mi sta a cuore da quel che non mi sta a nessun organo, muscolo, fibra, cellula, anima o tessuto che sia. Sarà che la mia sensibilità cola a picco con tutta la nave, Oh Capitano, mio Capitano. Sarà che forse la depressione non è piangere su una vecchia foto stropicciata, sarà che forse è questa la depressione. Beh, se questa è, non è come me la aspettavo, non è quel che volevo. Desolata ma rispedisco il pacco al mittente, perchè le mie esigenze non sono state soddisfatte. Ed esigo un rimborso spese.
Sarà che Davide la sera di
San Valentino , mi guarda e mi dice "Giulia non funziona". Testuali parole: giulianonfunziona. Testa di cazzo lo so che non funziona, ma non dovevi essere tu a dirlo. Non TU e non ora, soprattutto non ORA. Sarà che si aspettava pianti, urla, stronzo bastardo guarda cosa hai fatto al mio cuore malato, non andartene possiamo ricominciare, posso cambiare, blablabla. Blabla. Sarà che tutto quel che ha ricevuto è stato un "Lo so che non funziona, mica sono stupida. Quando ti parlo non so mai cosa dirti". Sarà che mi han fatto notare solo il giorno dopo che era San Valentino. Ed io mi ci sono fatta una sana risata sopra. Forse non troppo sana.
Sarà che non riesco a capirlo. Forse ci riesco anche fin troppo bene, ma non voglio averlo capito. Non voglio concretizzare, non voglio realizzare, non voglio accettare la realtà. Perchè questa è la realtà, e la verità, è che nessuno, nessuno vuole la realtà. Sarà quel che gli ho detto e soprattutto sarà quel che non gli ho detto, E che avrei, Dio se avrei, dovuto dirgli. Quel solito Giuliaglideviparlare.
 Alzerò le spalle. JU non è sensibile. JU non non è differente. JU non si presenta con il cuore in mano. E questa è una lunghissima serie di cazzate, stracazzo di cazzate, solo che JU non lo vuole dare a vedere.
Sarà che tutto quel che riesco a provare, è comunque sempre solo un intenso fastidio.
Sarà che il mio reality show si sta sgretolando sotto i miei occhi e tutto quello a cui riesco a pensare è il calo degli indici di ascolto. E a Tila Tequila.
Sarà che inizia veramente a starmi un po' sulle palle la Sorte. Lei e il suo abito di lustrini, lei e la sua prevedibilità. E anche quella stracazzo di Maledizione Celtica sempre in agguato
.
La Sorte, la Maledizione Celtica e Babbo Natale. Deve essere una gigantesca cooperativa. I tre moschettieri, i tre topolini ciechi, Lui Lei e L'altra, Ed Edd 'n Eddie.
Sarà che voglio tornare dalla mia Omonima e ficcarle la lingua in bocca, sarà che voglio tornare da Simone e ficcarla pure nella sua, sarà che la fedeltà non aderisce proprio alla mia pelle: Fidorepellente.
Sarà che la Mari è partita per Glasgow senza mettermi in valigia e sarà che mi manca. Checchè ne possa dire la cagna. Che mi manca e che mancano centosettantotto giorni al suo ritorno.
Sarà che devo andare dal parrucchiere. La mia ricrescita non ha nulla da invidiare a quella di Britney Spears.
Sarà che devo prepararmi il costume per la serata
Rocky Horror.
Sarà che ho sonno.

"Tyler, sei quanto di peggio mi sia mai capitato"

 


EloiseTheDoll
~



.Through The Looking Glass And What She Found There.


Daccelotuuntitolo

sabato, 17 gennaio 2009; commenti (7)

Ritorno in patria reduce da una settimana di guerra con le mie tonsille. Bombe all'Augmentin e granate di Oki si sono pesantemente abbattute nel mio intestino per un esito di guerra potivo e vittorioso in gola, qualche centinaio di morti dalle parti del fegato.
Ma si sa che nessuna guerra è indolore. Nessuna.

Torno alla base operativa ligure che inzio ormai a chiamare Genova e non più casa, come ogni week end.
E non sono sicura che la cosa mi piaccia. Chiamarla Genova intendo, non il week end. Il week end è sostanzialmente okay, grazie. E per chiamarla Genova intendo iniziare a chiamare casa Milano, e per iniziare a chiamare casa Milano, intendo che vedo lo sguardo rotto di mio padre quando quelle quattro (allitterazione) lettere mi escono dalle labbra quasi involontarie.
Intendo che io, quella , non la voglio come casa.

Intendo che nella mia ora e quarantanove minuti di treno, sono arrivata ad una serie di conclusioni che si riflettevano come diapositive mobili sul finestrino appannato dalla nebbia e da quel che resta della neve lungo il tragitto.
Mi chiedevo se la strada intrapresa sia veramente la giusta per me. Se non mi conviene mandare una raccomandata di "grazie davvero dell'opportunità offertami e blablabla molto interessante blablabla ho appreso molto blabla ma passo, grazie ancora. vostra affezionatissima eccetera sentiti saluti eccetera" invertire il corso del fiume e tuffarmi nel favoloso mondo delle Università *aura di brillantini e glitter evocanti* Per un lavoro sicuro, perchè sono un'eterna indecisa. Per paura ecco, mica per altro.
Nel frattanto mi sono resa conto dell'inquietante figura che sedeva in uno di quei seggiolini reclinabili nel corridoio del treno. Della
grottesca figura. Perchè grottesca è il termine adatto. Un crossover del paonazzo proprietario del Paese dei Balocchi versione disneyana e di quello del bordello meno disneyano, ma altrettanto kitsch del Moulin Rouge, Siedler. Ho pensato che quando Mann scriveva del patetico vecchio travestito, il trucco che cola dagli occhi rossi, la cipria di scarsa qualità che si insinua nelle rughe formando bianche croste di  fragile calce, il rossetto screpolato sulle labbra rotte e sifilitche, probabilmente intendeva l'uomo nel corridoio.
Che non era truccato nè tanto meno malato di sifilide, ma se mai dovessi rappresentare uno sceneggiato su Morte a Venezia, dovrò ritrovarlo e affidargli il ruolo che da sempre lo aspetta.
Le luci della ribalta.
Nell'ulteriore immediato frattanto, avevo deviato il corso del fiume ancora una volta verso il suo scorrere originario, convincendomi che quella molto probabilmente è la mia strada. E che stavolta non ho avuto sviste.
Pensavo che voglio diventare la costumista di Marylin Manson. Ho aggiunto affluenti rilevanti al mio torrente. Un giorno. Lascia che ti stringa le calze intorno al torace, lascia che sia io a scegliere quelle più adatte, lascia che ti sistemi il corpetto, lascia a me le tue garze come una camicia di forza, lascia che sia io a vestirti da Nuovo Messia, signor Reverendo Warner.
Sono dunque giunta alla conclusione che ho bisogno di un compagno. Un uomo, una donna, meglio un uomo però, perchè storia vecchia, non per disinteresse nei confronti dell'universo femminile. Non sia mai.
Un qualcunoalmiofianco.
Ho pensato che deve essere come con la pioggia. Come con la pioggia, dopo che seduta di fianco alla finestra il cielo manda un tuono così forte ed un lampo così accecante da risuonarti in testa ancora adesso, illuminandola a giorno. Ancora adesso che il temporale è finito e una lieve pioggia ha inziato a strisciare lungo il vetro. Gocce insignifcanti, talmente insignificanti che nemmeno bagnano. Ma cadono, e cadono ancora e ancora e ancora, e insistono. E prima o poi, nonostante il tuono ti occupi la mente, ti occupi il corpo, ti occupi l'anima, i tuoi occhi vengono distratti da questa sciocca pioggia che non cessa di scendere giù. E prima o poi, nonostante non sia intensa nemmeno come il ricordo del temporale, e mai lo sarà, il tuono viene accantonato, non dimenticato, solo lasciato in disparte. Siamo esseri umani, siamo facilmente distraibili. Ho bisogno di una sciocca pioggia che catturi la mia attenzione, che mi distragga, che lasci il tuono risuonare nello stomaco senza che ci presti eccessivamente l'orecchio, o rischio di divenire sorda.
Perchè tu sei un fastidioso stereotipo ambulante, una cozzaglia di luoghi comuni, una distante creatura a cui il mio pensiero non dovrebbe arivare, nemmeno insistendo. Per i chilometri che la separano da te se non altro. Perchè sei fastidioso, Dio se sei fastidioso, e cazzo, quanto ti voglio.
Ergo: Ho bisogno di un ragazzo
.
Se prima avevo bisogno di un amore per provare qualcosa, ora ho bisogno della sua sporca copia in carta carbone per provare un po' di meno.
Comunque, la pratica non cambia: ho bisogno di un ragazzo.
E di un template a colonne più larghe, così sembra che scriva di meno.
Sì, oggi avrei voluto essere sintetica. Non l'avreste mai detto, vero ?!
In fin dei conti: chi voglio prendere per il culo.

Ora, se non vi dispiace, ho dell'ecolyne che mi aspetta in cucina .


EloiseTheDoll
~



.Through The Looking Glass And What She Found There.


Titoli di coda

sabato, 27 dicembre 2008; commenti (15)

Soundtrack: This Is The New Shit - Marylin Manson

BILANCIO di FINE ANNO

Non saprei cosa scriverci effettivamente in un bilancio finale. Un po' perchè non mi ricordo mai i propositi per l'anno nuovo quando quest'ultino volge al termine. Già me li dimentico a Febbraio, ora siamo a Dicembre. Cioè, ci sono un paio di mesi in mezzo, non vorrei dire.
Un po' perchè di propositi in ogni caso difficilmente me ne faccio.
Un po' perchè i grafici non sono mai stati il mio forte. Non sono tipo da azienda io, in tempo di crisi poi
*si gratta con sguardo spento perso nell'etere*
Finirebbe col venirne fuori una lunga linea piatta che si deforma in svariati cuoricini e stelline e poligoni di qualunque forma e dimensione posizionati nei punti meno probabili tra le due assi. X e Y.
E pure la Z, perchè siamo esseri tridimensionali.
Qualcosa ancora della matematica la ricordo.
Come ad esempio il fatto che la odi. Lei e i grafici.
Basterà una domanda:

Sei Felice?

No. maybe. Ecco, non saprei.
Non credo di essere quello che la gente propriamente tende a definire felice, ma forse, va anche bene così.
O forse no. Maybe. Dunno.
Sono felice di non essere più un'anima addormentata, un corpo freddo e vuoto. Di non essere più spenta. Sono felice di essere emozionabile, di essere in qualche misura umanamente sensibile. Me lo stavo quasi dimenticando. E non credo che la cosa mi rendesse nè più forte, nè, tantomento, più felice.
Eppure non capisco perchè ogni volta che io possa finalmente sentire o provare qualcosa dentro al mio stomaco, questo qualcosa sia sempre e solo fastidioso, sgradevole, scomodo, doloroso, deprimente o comunque poco piacevole. O sono vuota o sono triste.
Possibile che io non possa essere semplicemente, banalmente, umanamente felice?
Contenta, serena, sorridente per più di una frazione di un attimo.
E che cazzo, non mi sembra di chiedere molto, su.
E mi chiedo come tu non riesca ad accorgerti che quello di cui avresti bisogno lo hai avuto davanti agli occhi. Lo hai qui, sono io.
Io sono tutto quello di cui hai bisogno.
Non troverai un frammento di me in nessun altro corpo femminile ti passi davanti o dietro, di lato, negli immediati ditorni e nemmeno in lontananza, all'orizzonte.
Come puoi non capire, non vedere che i pezzi del puzzle combaciano. Che per gli altri devi spingere e forzare e starci scomodamente dentro.
Come puoi non accorgerti che la Felicità la hai a portata di mano. Che potrei farti respirare, potrei farti vivere.

Potrei farti sorridere.
Perchè è innegabile che io sia fatta per te. E tu per me.
No, non è filtrato dai miei occhiali, my heartshaped glasses. E' oggettivo, è apparente, si vede. E' qui sotto i tuoi occhi, i miei, gli occhi del mondo.
SONO qui.
Come puoi non apprezzarmi abbastanza?
Sei cieco o solo tanto stupido?
Ho sbagliato io a volerti apprezzare quanto pareva tu meritassi?
Oppure sono sbagliata io?
Sono vanitosa, è la verità. Ma questa volta non centra.
E non capisco perchè tu non veda, o non voglia vedere.
Alle volte penso di essere troppo per questo mondo. Troppo veloce, troppo lenta, troppo inadatta, troppo estranea, troppo quelchevipare, troppo quelchemipare, TROPPO, semplicemente troppo.
Troppo surreale
.
Potremmo esserlo insieme.
Ti prego apri gli occhi, smettila di continuare a cercare a stento nel buio, guarda la luce.
Guarda me.
[E sapere che io e te siamo così uguali, quasi spaventosamente uguali; mi fa sentire un po' meno sbagliata. Un po' meno sola.
Grazie di comprendermi.
Di te potrei anche innamorarmi. E già lo sai
]

Ringraziamenti:
Un grazie particolare a Simone, per aver fatto notare ai miei polmoni che effettivamente se la passavano un po' troppo salutariamente negli ultimi periodi. Dunque sempre un grazie di cuore a lui, per averli lasciato fare un'inversione a U verso la strada della distruzione attraverso la Nicotina. Anzi, un grazie di polmone.
Un grazie alla lingua italiana per avermi regalato parole come Pomodorino che io ritengo veramente esilarante.
Un grazie sentito ai miei genitori per avermi fatta diventare quel che di normale non sono oggi. Ciò dovuto ad una genitrice fredda e arida di sentimenti e ad un padre che per farmi addormentare la notte mi ha letto la versione integrale del Pinocchio di Collodi alla tenera ed ingenua età di 3 anni. E poi di nuovo a 6.
Infine un grazie a Fabio per avermi, se non altro, dato un motivo per lavarmi i capelli ieri sera.
Grazie.

BERLIN, I'M COMING BACK HOME!

 


EloiseTheDoll
~



.Through The Looking Glass And What She Found There.




Twinkle Twinkle Little Star

How i wonder what you are
Up above the world so high
Like a diamond in the sky

About a Girl

"Sono sempre stato il maestro di me stesso. E devo ammettere che sono sempre stato anche il mio allievo preferito."
(Oscar Wilde)

About JU.
Sono Giulia. Sono il nome più banale dell'universo femminile italiano. Sono una che parla un sacco. Sono una che parla un sacco di . E che ne scrive ancora di più. Sono un decoupage di brandelli di stoffe di carne tinte in colori fluo. Sono uno scarto generazionale degli anni ottanta. Sono una bambina vecchia ferma a diciott'anni. E senza grandi intenzioni di andare avanti, benchè ne abbia diciannove di anni all'anagrafe. Sono un paradosso, una metafora, un ossimoro, una sineddoche ed una sinestesia dai capelli espressionisti e gli occhioni rococò. Sono una che non sa con quante "c" vada scritto rococò. Sono la figlia segreta di Geri Halliwell e David Bowie. Sono Mangiafuoco ed il suo burattino. Sono la protagonista ed il pubblico in sala, palco e platea. Palco e loggia in galleria. Sono la spettatrice che osserva la sua controparte cinematografica muoversi sul grande schermo. Sono Shannon Mc Farland senza un fisico che possa essere esibito in un sottile vestito di crépe di cotone. Sono Harley Quinn. Sono quella che si ferma incantata a guardare la vita in vetrina senza comprarla. Sono il lato B della cassetta nel mangianastri.
Sono la canzone che ami. Sono roba da collezionisti. Fuori produzione, ordinami su Ebay, honeybee ♥. Sono la cosa più geniale mai inventata, sono la cosa più surreale mai concepita.
Fondamentalmente, sono una che dice un sacco di stronzate.

Scrivere.
La mia controparte cinematografica ♥. e Dolly; e il mio Riflesso, e la mia Omonima, e la mia Poison Ivy.
Chuck Palahniuk . Non avrai altro Dio al di fuori di lui.
L'odore di bosco, l'odore di bruciato, l'odore di erba appena tagliata, l'odore di pioggia, l'odore dello shampoo dal parrucchiere, un sacco di odori, sostanzialmente.
Zack Fair. Dio dovrebbe avere il suo sorriso.
60's, 70's, 80's e un po' anche i 90's,dai. Col loro trash e l'Eurodance. Con la loro Eurodance trash ♥.
Il mio Impero di Citazioni. C'è sempre qualcuno che ha pensato quel che pensi te, prima di te e lo ha pure espresso con parole migliori.
Non il Cosa, quanto più il Come
Musica, Letteratura, Cinema, Arte in genere. Tanto per tirarmela un po'.
Fotosciòp se solo sapessi usarlo.
Qualunque sottoclausula del pacchetto Wannabe Nerd
Perdere tempo
Dormire. Non esiste al mondo dispendio di energie più saggio.
Un sacco di altra roba a cui non saprei dare priorità, quindi metto un punto. QUI.

No,grazie. Ho smesso.

Innazitutto l'ipocrisia, e le truzzette che se la tirano, e la gente falsa, e i luoghi comuni, e le mezze stagioni, e i pregiudizi
Come in ogni testata di un blog che si rispetti
Un po'anche i giovanidoggi, diciamocelo. I giovanidoggi e le vecchiette sul bus.
I bus in generale.
L'insistenza che va di pari passo con L'andare di fretta. E la fretta in generale, in qualunque sua forma, colore, sfumatura, volume e quant'altro.
I vorreimanonposso. Che palesemente non possono,poi.
La Psicologia spicciola.
I perbenisti, i moralisti, i bigotti, i conservatori, i socialmente attivi, i rivoluzionari, i conservatori, i reazionari. Si, quindi un po' anche te. Un po'. Al quaranta per cento. Il resto è tutto amore

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