The gnome is g o n e .

22 Giugno 2008

"Ciao! Sono Giulia!"
"Dite ciao a Giulia!"
- Ciaaaaao Giulia -
"Sono Giulia. E posso dichiarare con orgoglio che dopo 4 lunghi e lenti anni, sono riuscita, finalmente, a disinnamorarmi e a vivere la mia vita serenamente!"
- clapclacplapclap -

Il che non sarebbe comunque vero. La sua immagine c'era sempre, solo era riposta in un cassetto del ventricolo sinistro. Decidevo io quando aprirla, o il mio sangue, nei giorni in cui pulsava più forte lungo le arterie.
Però vivevo la vita serenamente, questo è vero. Ben lontana dall'essere felice, ma stavo bene. Era okay, sul serio.
Avevo una tomba. Una lapide fredda, zitta,
m o r t a  su cui mi ostinavo a lasciare una firma, una scritta ogni volta che volevo farti sentire che io ero viva, ancora viva. Speravo in un fuoco fatuo che risalisse come un bisbiglio dalla terra fredda in cui eri sepolto. Come potevo non sperare? Come potevo non volere?
Ottusa ostinazione.
Ma non me l'aspettavo.
Non mi aspettavo che rispondessi ad un messaggio, non mi aspettavo di poter dormire ancora una volta tra le pareti delle tue quattro mura strette, non mi aspettavo di poterti stringere ancora affondando il viso nel profumo dei tuoi capelli, non mi aspettavo un tuo bacio.
Non me lo sarei mai aspettata. Mai.
Ora si ricomincia tutto dal principio. Non è stata altro che una corsa in circolo per ritornare alla partenza, come un cane che si morde la coda.
PuntoAcccapoLetteraGrande - il ritornello della mia maestra di grammatica alle elementari -
Qui però non c'è alcuna lettera grande a capo. C'è solo un punto, la penna che si posa sulla riga successiva, sfiora la carta sottile e si ferma. Si ferma, piange. Gocce di inchiostro cadono pesanti, macchiando il foglio vuoto. Bianco e Vuoto. Senza lettere a capo, nè grandi, nè piccole, nè di media statura.
Lacrime blu e carta bianca.

23 Giugno 2008

Il suo braccio dietro le mie spalle si stringe e mi avvicina al suo viso. Gli occhi scuri mi guardano, le uniche pupille che siano mai state in grado di farmi sentire veramente in imbarazzo. Piccola, imbranata, nuda.
Pausa.
I suoi occhi che ancora si posano fastidiosamente nei miei.
"Nell'arte della guerra la miglior difesa è l'attacco."
Pausa.
Ruika nel mio cervello urla: "No. No non farlo. Cazzo, fermati! Fermati!"
Con una mano le tappo la bocca. TACI!. Sono quattro anni che lo aspettavo, quattro anni che lo volevo. Quattro anni.
E Sorrido mentre mi bacia, mentre mi pettina i capelli; sorrido mentre gioca con la mia mano in moto prendendomi a cascate; sorrido vedendolo seduto sulla panchina della piazza con la chitarra in mano che suona e canta; sorrido mentre posa l'orecchio vicino al mio ventre ascoltando il suono una malinconica melodia russa che canto col flauto; sorrido mentre mi stringo alla sua vita percorrendo su due ruote le strade di Villorba; sorrido mentre giochiamo, mentre lottiamo; sorrido mentre mi canzona per il mio fare snob; sorrido mentre mi regala lo gnomo senza monopattino; sorrido mentre guardo i poster sui muri del capanno; sorrido mentre sfogliamo vecchi album di foto; sorrido mentre mi si avvicina sul letto, lentamente, adagio come in Sicilia quattro anni fà; sorrido mentre porta le mani sotto la stoffa della mia maglietta; sorrido sotto la doccia; sorrido mentre mi mette con le spalle al muro di mattonelle bagnate e mi bacia, ancora. E pure lui, lì sorride.
Fuori sono imbarazzata, imbranata, impaurita, nuda. Completamente nuda.
Ma dentro, dentro sorrido. I miei denti sono così bianchi e le mie labbra tese e così grandi che paio il Gatto del Cheshire. I miei denti sono così bianchi e le mie labbra così tese e così grandi che ho paura possano rompersi da un secondo all'altro.
NonPiangerePerchèE'PassatoSorridiPerchèE'Successo. BUM .NonPiangerePerchèE'PassatoSorridiPerchèE'Successo. BUM. NonPiangerePerchèE'PassatoSorridiPerchèE'Successo. BUM BUM BUM.
BUM.
Rotto.
BUM.
Rotto.
Rotto il sorriso, rotte le labbra, rotto il mio stomaco, di nuovo. Rotto ancora una volta dopo quattro lunghi anni di lente riparazioni.
Broken. Cassé. Kaputt.
Io sono rotta.
Rotta e innamorata di un surrogato degli anni 70 che proclama l'amore libero, vivendo la vita istante per istante, momento per momento, alla giornata.
Qualcosa che io non so fare, qualcosa che io non imparerò mai.
La sua immagine ha aperto il cassetto chiuso a doppia mandata ed è arrivata fino al cervello. Proiettata sul muro come un'enorme diapositiva.
Non riesco a non pensarci, non riesco a non amarlo, di nuovo, ancora. Punto a capo.
Mi mangia piano, dall'interno, come un maledetto tumore.
E la penna piange inchiostro. E Giulia piange lacrime, ancora una volta. Le stesse lacrime dopo tanto tempo.
Oggi non sono felice, ieri non lo ero, e qualcosa mi dice che non lo sarò neanche domani.
Al solo pensiero di poterlo non rivedere mai più, poi, sento che felice non lo sarò per lungo tempo ancora.
Quattro anni.
Quattro nuovi anni di silenzio? Di scritte ad acquarello sulle pareti di marmo di una tomba?
Non voglio cercarlo, non voglio lasciarlo andare, voglio vederlo una volta ancora, solo una volta ancora. E poi un'altra, ed un'altra, ed ancora un'altra. Ed un'altra....
Una volta per sentire il suo corpo alto e magro posarsi contro il mio, una volta per riprendermi qualcosa che ho dimenticato, che ho perduto.
Cosa puoi perdere se non hai niente in mano Giulia.... ?
E' un addio o un arrivederci...?
Ho paura.
Se c'è una cosa positiva è che mangio di meno.
Mangio di meno, e forse, dimagrisco.
Dovrebbe essere nei consigli di ogni dietologo serio "Niente carboidrati. Poco sale, due litri d'acqua al giorno e qualcuno di cui innamorarti"

La verità è che sto male. Sto a pezzi ma non voglio darlo a vedere a voi. Non voglio darlo a vedere a te Mari.
Perchè mi diresti che sono stupida, e avresti ragione. Non sono semplicemente stupida. Sono un'emerita testa di cazzo che finisce sempre nella stessa trappola, che si impiglia sempre nella stessa rete, che si diverte a sbagliare quando gli errori son così belli, e poi se ne vergogna. Delle sue azioni, di sè stessa.
Perdonami Mari. Perdonami se non te ne ho parlato subito. Avevo paura. Non sarei mai dovuta andare.
Perdonami.
Sono stanca e appena tornata da dieci giorni a Santorini. Imbevuta di tramonti sulle spiagge nere dell'isola greca.
Vorrei poterne essere stata più felice. Perdonatemi compagni di banco e di vita.
Quattro giorni e parto per il Marocco. Starò via fino a settembre tra bambini troppo grandi, nei panni dell'animatrice Valtur.
Vorrei poterne essere più felice.
A Ottobre si imballano i pacchi fragili, si riempie la valigia di tutto il necessario e si comincia un nuovo spettacolo a Milano. Io reciterò, e farò i costumi.
Vorrei poterne essere più felice. Perdonami Dolly. Perdonami Molly.

"...Scusa Mamma. Scusa Dio..."

La verità è che sto male. Sto a pezzi ma non voglio darlo a vedere a voi. Non voglio darlo a vedere a te, perchè non mi piace che tu mi legga. Non mi piace che alcuna persona mi legga senza che sia io a mostrare le pagine che voglio pubblicare, senza che sia io a decidere quando chiudere il libro ridendo lasciando le vostre dita intrappolate all'interno, tra le pagine sottili.
Non voglio farti capire quanto io stia tirando i tuoi capelli, non voglio sbilanciare questo inesistente precario equilibrio di niente. Perchè è questo quel che ho con te: Niente.
E voglio mantenerlo in equilibrio, non voglio farti andare via. Non voglio lasciarti scappare. Non voglio aprirmi di nuovo.
Sento una tristezza vuota nello stomaco. Una voce che mi carezza, sussurrandomi che questa volta i tempi saranno più brevi. Che sono meno sensibile, meno emozionabile, e forse anche più forte della ragazzina che ero a 14 anni e mezzo.
Non so se esserne felice.
In fin dei conti io ancora la cerco. La storia d'amore adolescienziale che non ho mai avuto.
Sono una bambina vecchia. E oggi anche triste. E fredda, più fredda di quanto io stessa credessi.
Vorrei poter cogliere anche io la vita nell'attimo, come fai tu.
Dicono : Almeno non hai rimpianti. Ma non so se veramente il gioco sia valso la candela.
Iniziamo a ricucire il sorriso Giulia. Piano, piano. Ago e Filo.

PuntoAcccapoLettera....
....

lettera.

Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il lunedì, 07 luglio 2008
Alle 19:19
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Neverending Nothing

Vivo come in un'eterna Domenica. Un' eterna Domenica che si ripete in un corso circolare. Vivo aspettando eternamente il Lunedì.
"Usually people live waiting for Saturday. We, instead, we live waiting for the Monday"
So che tredici anni sono finiti, ma non me ne rendo conto. Non riesco a rendermene conto. Sono inconsciamente convinta che il Lunedì ritornerà inesorabile, ma confortante. Tempo qualche giorno, una settimana al massimo. L'estate non è ancora cominciata. Eppure lo so che non c'è più alcun Lunedi. Non adesso. Tra qualche mese, forse si, ma sarà un Lunedì diverso. Spero in un Lunedì che somigli al Sabato. Non esisterà più alcun Lunedì, nè Martedì, e nemmeno il Giovedì, saranno sette Sabati distinti. Ogni giorno sarà Sabato. Per questo io vivo adesso, in un'eterna Domenica dal corso circolare, nell'attesa che tutti i giorni vengano aboliti e che solo il Sabato si salvi rilucendo splendente. Felice.
Sono ancora troppo lontana per preoccuparmi e troppo vicina per accantonare la nostalgia. La vita è fatta di tappe, così vicine che non hai tempo di fermarti a pensare, a rimpiangere con un po' di languore, a tremare con un po' d'ansia. Questa volta, invece, la vita mi ha lasciato del tempo in un limbo di transizione. Non so se ringraziarla o maledirla. Lei, la vita.
Ed è incredibile quante cose si possano fare in un'eterna Domenica.


Si può andare a letto con l'uomo a cui dici "Ti amo" .Non quello che veramente ami, solo quello a cui lo dici. Perchè lui dice di amarti, e tu ti senti come obbligata a ricambiare. E sai che dovresti restarci male quando ti metti seduta al tavolino, per fare i conti con la tua coscienza. Ma la mia coscienza è assente, squilla a vuoto. E personalmente non ho alcuna intenzione di lasciare messaggi sulla segreteria telefonica. Non mi adeguo certamente al tempo del mondo, al tempo che corre, è il tempo che si deve adeguare a me. La realtà è che non me ne frega un cazzo. Starebbe peggio se rimanessi in silenzio, illuderlo serve solo a renderlo felice. E crederlo illuso serve a rendere felice me, come una bambina che ha ricevuto la bambola nuova. La piccola vita di plastica nelle mie mani.
"Solo che tu non sei una bambina"
"E invece si che lo sono! Sono una bambina che si crede adulta!"
"Non sarai piuttosto un'adulta che si crede bambina?"
"Nel vostro mondo reale forse. Ma non me ne importa niente del vostro mondo reale. Nel mio mondo sono una bambina grottescamente truccata da donna, e quel che sono nel mio mondo è l'unica cosa che conta. Non mi tirerai mai giù!"
Dipende comunque dalla valenza che si dà alla parola "MAI". Che è un po' equivalente a quella che si dà alla parola "SEMPRE".
Ad ogni modo "Quello che ami e quello che ti ama non sono mai, mai la stessa persona".
Chuck Palahniuk insegna. Insegna molto. All'inizio ti insegna a non sopportarlo, aspetti una cinquantina di pagine e quasi lo ami. Mi piacciono le persone che rivelano sorprese, perchè a parere mio, sono praticamente estinte.
Si può quindi pensare all'uomo che si ama. Che forse si ama. Quell'uomo che ti guarda senza alcun messaggio negli occhi, e che ciònonstante tu ami comunque. Senti di amarlo.
Si può pensare all'uomo che si ha amato. Gli si può inviare un messaggio alle due di notte ben sapendo di scrivere ad una tomba: morta, fredda, silenziosa. Eppure prendi il cellulare e gli scrivi comunque. Lo preghi di prestarti la gomma, quella che ha usato lui per cancellarti, perchè tu ci provi ma non riesci. Non riesci ad eliminarlo nemmeno dalla rubrica, non riesci a non sperare che la tua immagine gli sia rimasta ancora, intera o composta da piccoli frammenti, dentro qualche angolo del corpo. Non riesci a non volerlo sperare, non riesci a non volerlo e basta.
Si possono applicare fasce di raso rosa su di un abito da cocktail a palloncino, a mongolfiera, nera, per riprendere le scarpe tacco dodici rosa raso ornate da pizzi neri. In punta un fiochetto, nero anch'esso.
Si può indossare la creazione alla cerimonia della consegna dei diplomi, tra rappresentanti comunali, provinciali, regionali, tedeschi in una stanza bellamente affrescata di Via Garibaldi. Chiaccherare con in mano un bicchiere di prosecco, dallo stelo di cristallo sottile, tartine mignon su vassoi d'argento, e portare elegantemente l'altra mano, quella libera, alla bocca per coprire una leggera risata. Di quelle di circostanza. Fare conversazione con professori e dottori rinchiusi in formali completi gessati.
Si può giocare al cocktail party dell'alta società per andare poi a mangiare pansotti al sugo di noci e cantare dell'assasinio dell'Uomo Ragno e di Piccole Stelle Senza Cielo al karaoke: i fuochi d'artificio per la conclusione della serata. Sono spettacolari questi fuochi, perchè la serata è stata lunga. Molto lunga che non ti sembra ancora finita.
Si può imparare a leggere i tarocchi dell'amore. Che nella cartomanzia si creda o meno. A me piace crederci. A me piace credere in tante cose, mi annoierei ancora di più altrimenti.
Si può tentare di sconfiggere la paura della morte adottando antiche tecniche samurai. E si può altrettanto fallire miseramente, perchè la paura della morte è talmente annodata alla mia anima occidentale che me la porterò nella tomba. E forse anche dopo. In fin dei conti è di lei che si sta parlando: della figura incappucciata con falce, ma senza martello. O forse chissà, la morte magari è comunista.
Si può finire in macchina vicino al cimitero. In una stradina buia e desolata, i fari che si spengono, i Foo Fighters che partono nel lettore vicino al cruscotto. E lui che toglie le mani dal volante per metterle addosso a te, ti si avvicina, il ragazzo con la cresta. Quel bel ragazzo alto che un tempo girava inneggiando alla sopravvivenza del punk e che oggi dice di abbandonarsi al nichilismo.
Ci si può far usare da quel ragazzo, come una bambola gonfiabile dotata di cinque o sei frasi d'effetto. Farti usare mentre lui sostiene il contrario. Ma tu lo sai, lo sai che ti usa e basta sotto quella frase "E' inutile. Siamo infedeli di natura...Finiamo sempre così, io e te..."
E ti va bene. Non pretendi altro da lui. Essere la vita di plastica tra le mani di qualcuno
è curiosamente e piacevole, quasi quanto essere le mani stesse. Burattino e Mangiafuoco, mi diverto con tutte le maschere che ho nell'armadio vicino alle parrucche. Basta esserne consapevoli.

"Veli. Devi apparire come se stessi tenendo nascosti dei segreti. Se te ne vai per il mondo, non devi lasciare che la gente veda il tuo viso. Puoi andare ovunque nel mondo, solo non puoi lasciar sapere alla gente chi sei veramente. Puoi vivere una vita completamente normale, regolare; solo non puoi lasciare che qualcuno si avvicini abbastanza da sapere la verità. In una parola: Veli"
Chuck Palahniuk.
Si può tornare allo Zoe a distanza di mesi, incontrare un'utente di Splinder che non sa chi sei tu, ma tu sai chi è lei, e non trovarci invece IL barista. E non sai come passare il tempo, visto che la maggior parte la trascorrevi al bancone aspettando un Malibu Cola e magari anche un sorriso. Coi denti, meglio ancora se con gli occhi. Che sai non arrivare, ma è bello comunque attenderlo insieme al bicchiere con cannuccia. E ti metti a ridere quando te ne rendi conto: è quel patetismo ridicolo, non di quelli di cui vergognarsi. Sostanzialmente, perchè non te ne frega un cazzo neanche di quello.
Si può inscenare una vita socialmente e sessualmente attiva sul pc con Singles 2, o sedersi comodi davanti alla tv con una vaschetta di gelato Desiderio Alla Nocciola a guardare LOST. A drogarsi con LOST: un'iniezione endovena da un minimo di 5 episodi al giorno. Il massimo non è ancora stato clinicamente testato.
Si può leggere un libricino in tedesco su come vincere l'amore di un uomo. O per lo meno come l'avresti vinto nel 1920 circa se avevi voglia di sposarti. E voglia di sposarsi lì ce l'avevano tutte. Oggi non ce l'ha più nessuno. Per quanto mi riguarda, sinceramente, non lo so se ne ho voglia io. Dell'abito bianco certamente, su quello non ci piove. Sicuramente non mi armerò di cappellini alla moda e sguardi discreti nelle serate di società attendendo una missiva dall'apparentemente amato. Quello lo si faceva nel 1920. Oggi nel 2008 basta aprire le gambe con un nababbo abbastanza brutto abbastanza sciocco e soprattutto abbastanza ricco per vivere happyeverafter. I suoi soldi ed un amante nudo nell'armadio per la felicità del corpo del cuore e dell'anima.
Si può considerare l'idea di riiscriversi in palestra e di trovarsi un lavoro per la durata illusoria di un mese circa. Ce lo si può proporre quantomeno, osservando con sconsolata rassegnazione la pancia che ingrossa e la pelle che flaccida e cadente ti avvolge in una morbida stretta i fianchi, come un salvagente. E le cosce, e la schiena, e le braccia. Il portafogli nel frattempo si è rifiutato di chiedere aiuto, e si è messo in un angolo a piangere. Rassegnato pure lui.

Ricorrerò alla chirugia plastica e ad un marito ricco.
Sempre un estratto dei preziosi insegnamenti di Palahniuk.
Si può stare al pc a scrivere di niente. Scrivere di niente è sempre la soluzione più produttiva, finisci per ricoprire pagine e pagine di lettere e niente, sostanzialmente niente. Diventerò una famosa scrittrice parlando di Niente. Assolutamente Niente.
Ecco, si può considerare una carriera nel mondo della letteratura contemporanea. Se Moccia ce l'ha fatta, io dovrei praticamente avere la strada spianata e magari anche qualche giapponesino vestito da bambolotto che mi trasporta su un'elegante portantina. Non che sia razista, è che gli asiatici li trovo particolarmente carini.
Carini da piccini, estremamente scopabili da adulti. Non tutti, ma molti. Quelli esili dal fascino androgino, coi capelli ed i vestiti estrosi ed eccentricamente colorati.
Un uomo bello come una donna [quindi più bello di un uomo] che conserva comunque tutti gli attributi necessari di un uomo. Cosa si potrebbe desiderare di più?!
Si può progettare l'ennesimo intervento dal parrucchiere: la bvOOOtalizzazione dei propri capelli. Come le scene queen che stànning e stàilish e posh spadroneggiano su màispeis ultimamente. Con le loro immagini fotosciòppate e le pose da regina cattiva. Perchè una fashion victim come me non può permettersi di rimanere un passo indietro nel mondo della moda. Zzzzero, figurarsi.
Io scene queen?! Io SONO la scena, dolcezza. Attenta che la mia luce ti abbaglia e poi ti ustiona, come una doccia solare.
E poi si può ridere della propria vanità, cercando di mascherarla o rendendosi veramente conto della sua patetica ilarità, mentre il portafogli nell'angolo piange ancora di più sotto il peso dei capelli posticci che dovrà pagare per la nuova chioma soooo stànning.
"Il tuo egocentrismo è al limite tra l'affascinante ed il fastidioso."
Si può andare a Montebelluna a trovare la Mari, la cosa più bella che ho. Magari dimagrisco anche un po', così da poter dimostrare che anche io sono una cosa bella. Non la più bella forse, ma comunque bella.
Si può guardare il soffitto bianco, sdraiata sul letto, le braccia incrociate a X sotto la testa ed il sorriso vaneggiante sotto il naso, progettando arredamenti al limite del thrash per la mia casa del futuro prossimo ed immediato.
Ed è quello che andrò a fare
esattamente

ora.

E io che ancora mi ostinavo a considerare la Domenica come un giorno noioso.

"Trentaquattro?! E dove li nascondi in quel corpo tutti quellii anni?!"
"Ho un quadro a casa che invecchia per me.."
• promemoria per me stessa: a trentaquattro anni ricordarsi di usare questra frase.
• altro promemoria per me stessa: a trentaquattro anni ricordarsi di iniettarsi ingenti dosi di botulino per dimostrare almeno dieci anni di meno.

Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il domenica, 25 maggio 2008
Alle 15:44
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Saturday Night Live

O era Saturday Night Fever?! A ben pensarci, forse, esistono entrambi.
Ebbene sì, è sabato sera e sono a casa. Ebbene si, per mia scelta volontaria. Ebbene no, non sono malata. O forse sì. Se lo chiedi alla mia ipocondria lei ti annuisce vigorosamente, ne sono sicura; ma vai a capire tu quando devi starla a sentire quella e quando no. Però in effetti mi sento un po' debole, le ossa scricchiolano e ho la nausea. Non dipenderà dalla quantità esorbitante di Kraffen che ho mangiato da mia nonna. No figurarsi:  le ossa scricchiolanti non hanno nulla a che vedere con lo zucchero a velo. Forse con la marmellata.
Ho perso il filo del discorso. Riavvolgo il gomitolo.
Dicevamo?! Ah, si. E' sabato sera e sono a casa. Davanti al pc. Beh, se sono a casa dove altro dovrei stare, deh?! [Mi sono sempre chiesta se dalle domande retoriche ci voglia comunque il punto interrogativo o basti quello esclamativo. Nel dubbio li metto entrambi.]
Dopotutto chi cazzo lo ha deciso che il sabato sera si deve uscire per forza?! [doppia punteggiatura anche qui]. Sarà una di quelle leggi socialnaturali che governano il mondo;  e visto che io sono una riconosciuta anticonformista, anticonvenzionale, comunque, soprattutto anti- ,ho deciso di mandare a fanculo le leggi naturalsociali che dividono la gente popolare dagli sfigati. Si, abbattiamole queste barriere discriminatorie!!! Liberté, Egalité, Fraternité!!!  Oggi me ne sto a casa a nerdeggiare! Una vacanza riposante dalla vita sociale me la sono proprio meritata. Non ti credere, ma è stancante quella roba. Sisi, la vita sociale intendo.
E poi sono tempi duri questi. Pomeriggi pieni di impegni, mai un attimo in cui si possa respirare sana aria pixelata col mio piccolo Benq a schermo piatto.
Ultimamente ho avuto a casa, per il consueto the che va dalle undici di mattina alle sette di sera, i nomi più illustri della letteratura italiana. Da Foscolo a Quasimodo. Foscolo in realtà ha disertato, ma lo attendiamo con ansia dopodomani. Massimo. Relativa ansia.
Oggi in compenso avevo ad onorarmi con la loro gradita presenza Manzoni, Leopardi, Verga e Pascoli.  In tutta onestà il Signor Alessandro poteva anche rimanersene a casa con la moglie, fosse stata a me la scelta. Ma la sua posizione di rilievo nella borghesia media italiana mi imponeva moralmente di invitarlo. Moralmente. [Moralmente era una parola che ci stava bene]. Più di una volta mi son dovuta trattenere per educazione ,ed una certa innegabile eleganza nei modi, di inveirli contro urlando
"Che puttanate vai dicendo?". Quel suo infinito cianciare su una Chiesa Militante, una cattolica rassegnazione delle masse e l'attaccamento morboso al "Vero Storico" poteva anche lasciarlo fuori del mio salotto. Ma quello non fa altro che gonfiarsi come un pallone aerostatico. Lasciamolo blaterare a vanvera. Almeno sapesse farlo bene.
Invece il Signor Giacomo era piuttosto solitario, in un angolo rimirava il campo d'atletica oltre il balcone. Non che ci sia molt'altro da rimirare: forse uno squarcio di mare tra i caseggiati, forse. Non è malvagio il signor Giacomo, solo è un po' lagnoso. La sua compagnia non è piacevole, sinceramente, il che è un vero peccato, perchè potrebbe essere una persona interessante, il signor Giacomo, se solo provasse ad aprirsi un po' di più. Quel minimo necessario, insomma. Tutti quelli anni al buio nella biblioteca paterna devono averli fatto male, povero caro. Verga dal canto suo non si esprimeva, non si esprime mai quello. Ma glielo perdono. Sa scrivere bene. Peccato che i temi di cui tratta non suscitino in me alcun interesse. "De gustibus"... [e poi non ho mai capito come vada avanti. Ma che importanza ha?! Basta buttarla lì che poi qualcuno la continua. E' per darsi un certo
tono di importanza, qualche aria me la concedo una volta a settimana]. Giovanni Pascoli, tirato a forza fuori dalle quattro mura di casa sua, altro non aveva di meglio da fare che lamentarsi dell'imminente matrimonio della sorella. Dice che il futuro marito non è adatto a lei, e chi potrebbe conoscere i  desideri della sposina meglio del fratello affezionato. Non voglio essere la solita pettegola, ma qui gatta ci cova, dico io. E non fate quell'espressione sbigottita da finti moralisti, se vi parlo di "incesto"... tanto so che non lo siete. Siete portinaie peggio di me. Eccovi qualcosa di cui riempirvi le bocche a vicenda per un po'.
Domani, attendiamo D'Annunzio, Svevo, Montale, Pirandello, e se c'è tempo anche Saba. Basta che lasci quella gravida giovenca della moglie a casa.

SI, sto ripassando per la maturità orale. Se non mi figurassi certe scene, la voglia di studiare non la troverei nemmeno nel cassetto dei calzini. No, neanche nella cuccia del cane. E già è pressocchè nulla di suo, fidatevi.
Oggi è una giornata del cazzo. Senza motivo e con diecimila piccoli perchè. Anche per questo probabilmente sto a casa. Vorrei essere meno lunatica.
E vorrei tanto vedermi LOST, se solo mia madre non usurpasse indegnamente il divano in sala. E la conseguente TV con lettore dvd.

Damn it!
Ascolterò Afterlife degli Avenged a rotazione. Come se non l'avessi già fatto abbastanza nell'ultima settimana. Maledetti tamarrazzi metallosi americani. Mari perchè mi hai fatto questo??? Perchè??? T___T
Fortuna che non ha attaccato anche coi Tokio Hotel.


Tieniti pronta Dolly, che il prossimo post è per te.

Ho bisogno di te come Starbucks!

I diritti d'autore te li pago a Inforna e Gusta e altri otto metri di tulle del colore che vuoi tu, okei Dolly?! ç__ç


Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il sabato, 10 maggio 2008
Alle 21:26
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TUTTI A BALLARE IN PUGLIA!

E non solo ballare. Deh.
Anche cantare, giocare a Strega Comanda Colore con le tonalità "leopardo" e "Schicchi", raccontare la favola di Hansel e Gretel, andare in spiaggia ed infilare lentamente, con cautela, i piedi nelle onde fredde -molto fredde-, prendere il sole in canottiera guadagnandosi la tipica abbronzatura-da-muratore, ripetere all'infinito "Ciaocomeva?Buonagiornata!" -la colonna sonora dell'estate-, ma soprattutto a sorridere. Sorridere sorridere sorridere. Perchè è così che deve essere l'ANIMATRICE MODELLO VALTUR 2008: Sorridente. E cordiale, ed educata, semplice, naturale, gentile, carismatica, sicura, complice, sensibile, responsabile, divertente, solare, socievole, dinamica, disponibile ("disponibile entro i limiti", mi ricorda Giorgio dalla regia), ma soprattutto elegante. Perchè eleganza è la parola chiave. Ricordando sempre è comunque che l'eleganza è soggettiva; poichè non conta cosa indossi, ma come lo indossi. Ed indossare un'emozione non è mai poco elegante! -Le dissero mentre la stellina nera sotto l'occhio si era sciolta l'ultima sera-.
Questi aggettivi mi calzano proprio a pennello, non avrei saputo trovare parole più accurate per descrivermi. Colori più indicati per il mio quadro. Semplice, naturale, coridale, dinamica. Eccomi! Sono io! Cosa andate avanti a cercare quando avete il modello animatrice valtur fatto persona, incarnato in un corpo datato 1989, carne giovane e fresca direttamente dal porto di Genova?!
Tanto si tratta sempre e comunque di fingere. Ed in quello si che sono brava io! Fingere! E poi i bambini mi piacciono. Questo davvero.
Dopo tre mesi di pargoli, sostanzialmente pargoli, unicamente pargoli, solo pargoli, so che il mio istinto materno andrà perduto per un lasso di tempo dai 20 anni all'eternità, ma va bene così.
Quanta voglia hai di partire!?
TantaTantaTantissima!
Sono tornata da sette giorni di stage alla Valtur Academy 2008 per un posto come Animatrice Valturland - Attività Bambini e Ragazzi in Puglia. Ad Ostuni, nei pressi di Fasano famosa per il Safari Park coi babbuini che saltano addosso al trenino azzurro, attaccandosi strillanti alle grate per ricevere una o due noccioline, o anche venti o trenta.
Mi hanno presa! AHIò! Sono stata ritenuta idonea e conforme agli standard richiesti. E ci mancherebbe pure il contrario, dico io (con forte accento sardo) Porca troia! Che ne sarà di me nel vasto panorama dei villaggi valtur, è ancora un mistero. Innanzitutto devono esserci bambini, e quindi le possibilità si riducono (e le Maldive vengono completamente escluse dalla cerchia. sob), per la Turchia, inoltre, vogliono l'età minima di ventun anni. Che io non ho. Fino a prova contraria. Ma di iniziare ad ingannare all'anagrafe ancora non me la sento. Dunque ancora qualche villlaggio in più su cui tirare una pesante riga sopra.
Attenderemo luglio per conoscere il mio destino estivo. Basta che non sia Nicotera. Ti prego NON Nicotera. Perchè va bene bambini, ma il paradiso terrestre dei nanetti under 10, adorni unicamente di un pannolino, magari pure sporco, è troppo anche per me.

Ed ora testa a posto, via i grilli, concentrata che tocca agli orali di maturità. Ho dieci giorni.
Uno, domani, lo passo a dormire e riposarmi, perchè mi serve. Una settimana dalle tre ore di sonno a notte stancherebbe un po' tutti, boia deh!
I due a seguire saranno intensamente usati per la preparazione di un programma organizzativo della suddvisione tempo-materia. Perchè si sa, con uno schema fatto come si deve tutto diventa più scorrevole.
Il quarto sarà per revisionare il programma e magari risposarmi ancora un po' per prepararmi moralmente e psicologicamente alla maratona di studio che mi si para davanti.
Il quinto giorno magari me ne vado anche a Livorno, se non si risolvono le cose prima. Perchè a studiare col cuore pesante non ce la faccio proprio. Devo avere la testa libera, è essenziale. Altrimenti è solo tempo sprecato. Tempo prezioso di studio prezioso.
Giacchè sarò a Livorno tanto vale passarci un altro giorno. Chi me lo fa fare di andare e venire in sole ventiquattro ore di cui sei di solo viaggio in treno?! Sono pur sempre umana. Anche io ho i miei ritmi biologici: sconvolgerli sarebbe controproduttivo.
Il settimo giorno mi rileggo qualche pagina di Macbeth e Death of a Salesman. In fin dei conti l'esame sarà anche su quello.
A conti fatti mi rimangono due giorni per studiare due libri di biologia neuro/immunologica, la letteratura italiana dal Foscolo a Moccia e un guazzabuglio di informazioni inglesi tra Shakespeare ed il Sogno Americano.

...........................

Si può fare! Eh si, decisamente si può fare.....Basta aver fiducia. Ed iniziare ad andare in chiesa, che magari inserendo cinquanta centesimi per poter accendere la candela davanti all'altarino, se mi metto in ginocchio a pregare, una mano dal cielo mi viene anche in aiuto. Facciamo una decina di mani, per favore.

WE CAN DO IT!

Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il sabato, 03 maggio 2008
Alle 20:02
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stasera

::: the FinaL CountDowN :::

E domani sarà veramente l'ultimo. the last. der letzte. le dernier.
Ma già oggi la sento. La sento la Stimmung. Ed è triste, dio se è triste.

L'ultima volta che  vedrò la Daniela mangiare insalata scondita nell'ultimo banco, in fondo a destra;
L'ultima volta che udirò la Sara infuriarsi con quel suo inconfondibile accento del Sud;
L'ultima volta che mi girerò e Matteo starà disegnando qualche improbabile caricatura di uomini dal riporto al vento e la barba gialla. O dai capelli a punta di freccia;
L'ultima volta che la Greta entrerà in classe contrattando per gli effettivi minuti di ritardo. O forse domani, forse, sarà puntuale anche lei;
L'ultima volta che la Lucrezia mi criticherà il Leopardi inneggiando all'autentica bellezza della vita;
L'ultima volta che sentirò la Chiara pronunciare improbabili insulti creativi, composti da un animale al limite del reale ed un aggettivo andato in disuso;
L'ultima volta che chiederò a Sofia il bianchetto, una penna, un foglio (o anche tre), gli evidenziatori colorati ed il libro di italiano (non avendo ancora realizzato che lei pure non lo ha);
L'ultima volta che la Carola si volterà verso di me tirando fuori la sua lingua tagliente, gli occhi ridotti a minuscole fessure da vipera e sputerà veleno, acido veleno in grado di immobilizzare anche il più grande animale della giungla e di far salire i più profondi sensi di colpa anche nel più spietato dei killer seriali;
L'ultima volta che la Manuela butterà in mezzo all'aula uno dei suoi proverbi  personalmente revisionati. Ma non per forza consequenzialmente funzionali;
L'ultima volta che sentirò Mattia inneggiare sarcastico ad ipotetici, rossi compagni;
e L'ultima volta che la Irene in risposta gli darà del "fascista di merda", avvolgendosi stretta nel suo immaginario drappo rosso ornato di gialla falce e martello;
L'ultima volta che Gianfranco si prenderà schiaffi di insulti in faccia, perchè le sue ingiustificate assenze sono di un numero incalcolabile pressochè infinito che va ben oltre l'immaginario comune;
L'ultima volta che Eugenio disegnerà per aria un "abbozzato schizzo approssimativo" della funzione parabolica formata da più lettere che numeri, con una velocità e precisione disumana;
L'ultima volta che l'Ottavia scoppierà in fragorose risate, fragorosissime risate senza una fine;

L'ultima volta che io, seduta in terzo banco, in fondo a sinistra, di fianco alla finestra, col mio teschio di Schiller dinnanzi ed il tridente Bzzap! tra le mani, vi osserverò sorridendo malinconica. E guarderò il mio cuore, un decoupage di tante piccole fibre muscolari, quindici fibre provenienti da cuori diversi. Dai vostri. Che in tredici anni sono maturate con me, hanno fatto maturare me. Tredici lunghi anni che oggi mi sembrano esser stati così brevi, fugaci. Intensi. Finiti. Ho passato la mia vita prima in Via Caffaro, poi in Piazza Carignano. Ho passato la mia vita tra fuseaux arancioni a fiori, t-shirts della lonsdale, etnici maglioni colorati e kefiah, converse all star ed infine nere gonnelle di pizzi e merletti, tulle e perline. Tutto questo lo ho passato con voi, tra di voi. Ogni mattina, molti pomeriggi e qualche sera.
E domani sarà un tuffo al cuore, domani saranno lacrime, fiumi di lacrime, valli di lacrime; ma non date per scontato che qualche goccia salata non possa affiorare dai miei occhi anche solo stasera, quando alla facciata frontale che dà sulla piazza appenderemo il lenzuolo

ABI 'O8

Verde. Colore di speranza. Nella speranza che non ve ne andiate mai del tutto. Nella speranza che i miei futuri passi non siano così difficili seppur senza di voi. Nella speranza che non sbiadiscano anche questi ricordi, un giorno. Nella speranza che portiate per sempre la mia immagine: sorridente nel vestito nero, due grosse gocce lucenti che imperlano gli occhi contornati da troppo kajal. Il ruolo della finta cinica che mi diverto ad interpretare, anche se in realtà la tempesta di emozioni e rimembranze dentro ogni centimetro del mio corpo rischia di farmi esplodere ogni secondo di più.
Nella sicurezza che sarete sempre dentro di me, nel mio ventre, nel mio cuore, nella mia scatola cranica. E lì rimarrete, per sempre.
Non sarei quello che sono senza di voi. Senza quei banchi. Senza quelle liti, senza quei pianti, senza quelle risate, senza questi ricordi.
"Gli amici si scelgono, la famiglia no". Voi siete
 la mia seconda famiglia, anzi, forse anche la prima. 4 Fratelli e 10 sorelle. E come in ogni famiglia, arriva il momento in cui il piccolo passerotto si sporge dal nido e spicca il volo verso il vasto cielo. Verso stelle e nuvole, sole e pioggia, grandine e candida soffice neve.

Questo non è un addio, è un arrivederci.
Ma non per questo sarà meno doloroso.

Stasera, in mezzo a voi, tra pizza, sacchi a pelo, cartone e palloncini, mi mancherete già.

 

Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il mercoledì, 23 aprile 2008
Alle 17:53
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Politics

Disorso tra JU ed un LegaNordista

13 Marzo. Election Day.

JU, indicando la fila di manifesti affissa al muro: "Io proprio non capisco. Veramente non riesco a concepire come la gente possa voler votare Lega Nord. Cioè, dico, guarda quei cartelloni, cazzo! Ma come si può! Bello slogan d'effetto, ma se provi anche a pensarci solo dieci secondi su, non puoi che rimanere sconvolto chiedendoti se veramente ci credano alle stronzate che dicono.
Cioè, la scena è veramente divertente: te la immagini? Un pellerossa primitivo in perizoma di pelle, col suo arco e le sue quattro frecce, in piedi, in riva alla spiaggia, con una pergamena in mano dal titolo "Legge anti immigrazione" e davanti un conquistatore inglese con armatura di tutto punto e pistola nel fodero; l'intera flotta britannica alle spalle. E l'indiano che scuotendo mestamente il capo dice: "Mi spiace, ma non potete invaderci. C'abbiamo la legge anti immigrazione, NOI!" - "Ah scusa, scusa! Non lo sapevamo!"; e gli inglesi se ne tornano in patria al loro the delle cinque. Si, sicuramente... Dai è ridicolo, fosse stato cosi non si sarebbero nemmeno sprecati a crearle le riserve, non ce ne sarebbe più nemmeno mezzo di nativo americano. Tralasciando il fatto che, in quanto italiano, mi sentirei abbastanza insultato a venir paragonato ad un incivile primitivo che comunica attraverso suoni gutturali e danze propiziatorie. Se possedessi un minimo di orgoglio italiano, ovvio. Tzè, orgoglio italiano. Ma comunque mi sentirei offeso. E dipingere gli immigrati come colonizzatori civilmente e tecnologicamente avanzati mi sembra parecchio irrealistico.
Cioè, è vergognoso. Come si può votare certa gente?! Proprio privi di cervello si deve essere...."
LegaNordista: "Allora sarebbe meglio se non ti dicessi a chi darò il mio voto..."
JU: "Perchè? Chi vuoi votare...?"
LegaNordista:"....."
JU: "No.....No, ti prego, no!"
LegaNordista: "......."
-silenzio-

15 Marzo. Risultati Day.

LegaNordista: "Hey, principessa, è tutto il giorno che non ti fai sentire..."
JU: "La principessa è particolarmente irritabile oggi. Irritata ed irritabile. Non riesce ancora a capacitarsi dei 40 seggi in parlamento alla Lega.
Passi il PDL, era ovvio, concepibile; ma BossiI! BOSSI! IL 10 PER CENTO! BOSSI!!!!"
LegaNordista: "Proprio non riesi ad accettarlo, eh?!"
JU: "No, cazzo certo che no! Non so perchè ma questa situazione mi ricorda un poco la Germania post repubblica di Weimar..."
LegaNordista: "Eddai! Ora non esagerare JU. Mi sembra un paragone estremamente azzardato. E poi, non dimenticare che nessuno ha obbligato nessuno a fare niente. E' la gente che l'ha voluto, il popolo che ha liberamente deciso."
JU: "Oh, beh, questo è incoraggiante. Anche il partito nazionalsocialista venne votato per libera scelta dei cittadini. Nessuna presa di potere indegna, nessun colpo di stato. Stesso discorso per il fascismo."
LegaNordista: "Non è assolutamente la stessa cosa! Nessun leghista ha mai detto: "Voglio tutti gli stranieri fuori dall'Italia" nè ha mai parlato di stermini o genocidi!"
JU: "Perchè, credi che Hitler sia salito al potere urlando "Trucideremo tutti gli ebrei, i testimoni di geova, rom e omosessuali col gas per poi cremarli e fare dei loro resti saponette e mine per matite"??? Io non credo proprio. E' questione di saper giocare con le parole. Se in politica credi che le parole rispecchino i fatti, forse sei un po' ingenuo!"
LegaNordista: "Io sarò anche ingenuo, ma tu sei eccessivamente negativa. Stai paragonando l'Italia del 2008 alla Germania del 1930!"
JU: "Ho tutto il diritto di farlo!"
LegaNordista: "No che non lo hai!"
JU: "Se i tuoi padani hanno potuto paragonare l'Italia del 2008 con L'America del 1492 (e sono pure stati votati pure per questo); io ho ogni diritto di poter paragonare l'Italia del 2008 alla Germania del 1930!"
LegaNordista: "Cazzate!"
-E con questa colorita espressione si uscì dal discorso. E pensare che a me questo LegaNordista un po' anche piace. Un bel po' -

Ed ora ci troviamo con i vichinghi in un parlamento "ampiamente bipolare". Finalmente bipolare, senza tutti quei partitelli minori. Una bipolarità netta e quasi spaventosa in un governo composto da estrema destra, destra, centro-destra e centro(-sinistra). Socialisti fuori dopo cento anni di storia. E io che Boselli volevo anche votarlo. Poi ho cambiato simbolo da crocettare - questione di priorità. Un'opposizione decisiva che si conta sulle dita di una mano. Basta anche il pollice, in realtà, anzi il mignolo è forse più adatto. Ma d'altronde il Cavaliere dice, con la sua solita ironia da barzellettiere: "Certo che staremmo meglio senza sinistra. Così come staremmo meglio anche senza giornali. Sarebbe come il Lunedì di Pasqua".
E direi che ce la hai fatta Silvio, meno male che ci sei tu: tu che hai provveduto a creare un governo basato sul dialogo, sulla diplomazia e sulla democrazia, ma soprattutto sul monolateralismo. Perchè lo scambio di opinioni è cosa irrilevante in fin dei conti. Così come anche il diritto all'informazione: Che te ne fai di un giornale quando hai il Silvio che ti sorride fiducioso alla alla TV ed un Bossi prossimo all'estrema unzione che ti incita digrignango i denti: "Ce l'abbiamo duro!" ?!?!
Buon per voi. E complimenti per la finezza. Finezza italiana, anzi, come direbbero le bimbeminkia accanite paladine alla difesa dei diritti dei Tokio Hotel contro il malvagio Pino Scotto (ma questa è un'altra storia e verrà raccontata un altro giorno).
Le storie che sentirete raccontare per i prossimi cinque anni saranno tutte con lo stesso inchiostro, dello stesso colore, gli stessi caratteri, le stesse vicende, gli stessi malcelati messaggi subliminali riconoscibili ad occhio nudo. E ad un cervello funzionante quel poco che basta.
Il Lunedi di Pasqua poi, quello non l'ho proprio capito.

Siete pronti Padani ad inviare le vostre verdi truppe alla conquista del globo, in quanto razza ariana di natura superiore?!
Mi auguro per voi di si. Non vorrete rischiare di minare la sicurezza statale e l'armonia che ColoroVenutiDalNord stanno per ristabilire nelle Terre Padane con le vostre bizzarre idee controproducenti. Potreste essere considerati minacciosi oppositori politici; e voi non volete essere minacciosi oppositori politici, vero?!?!?!?
Non sia mai.
Affrettatevi a leggere questo scritto prima che mi trovino, lo censurino e mi facciano misteriosamente scomparire nei KZ appositamente allestiti nelle Terre Del Sud per terroni, rom, immigrati, omosessuali, oppositori politici e da oggi anche per
JU.
Pensavo di inviare un pacco anonimo a Palazzo Chigi con dentro un costume da clown ed un grosso naso rosso di gomma, allegandoci un bigliettino decorato con su scritto "Facci ridere ancora, Silvio!"

Per citare Dolly "Rialzati Italia! Che ti devo prendere a calci nel culo!"

Concludo affermando che, in fin dei conti, a me, la politica, non è che interessi poi più di tanto u_u.

Lascerò che la mia mente ritorni a struggersi con dilemmi e quesiti essenzialmente estetici.


Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il mercoledì, 16 aprile 2008
Alle 18:05
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Et Voilà

Ditemi che vi sono mancata! Ditez-le moi, mes adorés !
Lo so, i pixel han cominciato a cadere dalle colonne laterali sebbene all'autunno manchino ancora sei mesi, per questo sono tornata: a spazzare via il fogliame sul vialetto. O la neve, ancora qui dall'inverno che tanto fa freddo, e si mantiene perfettamente per mesi e mesi ed anni ed eoni. Ma mi sta bene, mi piace il freddo.

Ad ogni modo, eccomi di nuovo. Mi inchino al vostro cospetto, gentile pubblico. Non riuscivo a comparire in scena: la musa non aveva più voglia di venirmi a trovare in questo asilo, evidentemente. E nemmeno io ne avevo più di tanto voglia, a dirvi la verità. Ero troppo pigra e troppo vuota per pensare a qualcosa da scrivere, ora invece ho troppo a cui pensare per pensare a qualcosa da scrivere. Mi stanno costringendo a pensare al mio presente ed al mio futuro contemporaneamente con un'unica, inevitabile conclusione: esploderò. KABOOOOOOOOOM.
Il chè forse non è poi così male. Il dolce oblio dell'ozio e dell'inerzia nel quale mi sono lasciata cullare aveva preso il sopravvento sulla mia scarsa razionalità, la mia forza di volontà e qualunque altra motivazione mentale e fisica che mi avesse come punto di partenza.
Almeno mi riabituo ad alzarmi dalla sedia lasciando il computer incustodito per dieci minuti. Sette via, non esageriamo.
Ci sono gli esami orali a maggio, ci sono tutte le ultime verifiche stipate strette strette in una cabina da mare da sbrigare entro tre settimane, c'è un colloquio di lavoro a Milano (che per altro in effetti c'è già stato, ma per scaramanzia me ne sto zitta zitta. O forse solo per non dare soddisfazione alla sfiga che  nacque con me il 27 ottobre 1989), c'è il colloquio per l'istituto di costumismo post diploma, c'è la casa da cercare, c'è un lavoro da trovare per mettere da parte quattro o cinque soldi fino a giugno.
E poi scrivo di merda. Niente eufemismi ed estetici abbellimenti linguistici, nessuna capriola di parole nessun volteggio, scrivo proprio di merda.  Metto le dita sui tasti e vengono fuori parole e frasi senza forma, senza adeguata forma. Qualcosa da dire lo ho, ma non ho riesco più a dirlo. Un tempo la canzone veniva fluida, da sè, ora devo fermarmi, rileggere, pensare ed alla fine incazzarmi e premere x in alto a destra. "Salvare modifiche documento?"-"No. fanculo!"
Perchè nella vita non importa quel che scrivi, ma come lo scrivi. Nella vita non importa quel che sei, ma come lo sei.
"E la Morale è: Pensa a Come e non a Cosa" direbbe la Duchessa in questo caso. Il gatto del Cheshire sorriderebbe ed Alice si lamenterebbe del mento aguzzo della orrida dama sulla sua spalla.
Dunque scrivo ora da un posto molto lontano, in sottofondo risuona Maracaibo ma non siamo a Saint Tropez, ho poco tempo perchè ho un Libro di Biologia che mi sta cercando e potrebbe trovarmi da un momento all'altro. Forse sarebbe anche il caso mi trovasse, mi braccasse e mi costringesse a soffocare la mia testa tra le sue pagine, i neuroni, gli assoni e la Pompa Na+ - Ka+.
Sarò coincisa, lo giuro sarò coincisa. Giusto le ultime nozioni necessarie da missiva. Vi giuro, sarò sintatticamente ristretta.

"Come... date della bugiarda a me, signore?! Io direi menzogne?! Oh, no, giammai, mio signore. Io sono talmente onesta da ammettere di essere la più inguaribile dei bugiardi!"

Dunque: Mi mancano Dolly e Molly, e mi manca la Mari e mi manca Parigi, Venezia e l'Irlanda. Sto tentando di riorganizzare la mia vita sulle note folk dei Dubliners valutando quel che vale la pena di mettere con me in valigia e quello che può anche venir lasciato a casa, attaccato alla scuola ed alla vecchia colla del passato. E la valigia non è di certo capiente, ma non è un problema. Sono io che l'ho scelta piccola: innanzitutto perchè non ho voglia di farmi una vita con un baule da venticinque chili costantemente in mano e poi mi sono accorta, ravanando nei miei primi unici ed ultimi 18 anni che di cose e persone da voler portare con me ce ne sono veramente poche. E poi un pensiero anche allo svago estivo ed al lavoro estivo, non che l'uno escluda l'altro. Le ultime faccende da sbrigare prima di dar fuoco all'isituto scolastico che mi ha tenuta prigioniera per tredici anni nelle stesse celle con gli stessi compagni carcerati, le commissioni che riprometto ogni giorno alla mia creatività di andare a fare per permetterci di lavorare insieme su alcuni progetti e che rimando sempre. Ma con più tempo arriverà anche più occasione. O forse semplicemente più pigrizia, si decisamente più pigrizia.
Per concludere: Sono innamorata di un uomo che si porta le sue rughe con eleganza e grazia dietro due grandi occhi vitrei e chiari. Un uomo che non posso guardare, solo desiderare, forse, un poco, con discrezione. Devo essere quelle attrici che lui tanto adora. E per una volta, vorrei essere una donna, e non la bambina dalla faccia colorata dal grottesco trucco pesante che gioca con un completino intimo di pizzo che le va esageratamente largo.

"Fata turchina, fammi diventare una donna vera...." 

Questo weekend, una bella scopata, non me la leva nessuno.

"Io credo che avrai fame , piccolino... "
"Ed io credo tu abbia perso la tua verginità con un toro meccanico !"

stewie

 

 

Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il giovedì, 10 aprile 2008
Alle 08:34
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Il fantasma marciatore

L'altra notte ero al parco ad inalare i fumi dei fiori di campo. Fiorellini piccoli, gli unici che puoi ancora trovare nei praticelli di città, nelle oasi grigie.
Come dici?! E così secondo te i fiori non emetterebbero alcun fumo?!
...E ne sei proprio sicuro?! Io dico che sei tu che non sai annusare. Affondi il tuo naso di fiore in fiore, avido, talmente voglioso di sentire quel fumo entrare nei polmoni che non gli permetti nemmeno di superare le narici. Ami il pensiero di odorare più dell'odore stesso, dell'odore in sè. Quando crescerai imparerai ad apprezzare il fiore nella sua essenza, e sarai in grado di inalarne il fumo senza eccedere. Sarai in grado di favorire di ogni sua piccola sfumatura, e sentirai l'odore più inebriante della tua vita provenire da un solo, unico, piccolo fiore di città. Pazienta mio caro, pazienta.
Non essere come le farfalle che volano di petalo in petalo, sebbene sia bello immaginare di sedersi sul petalo di un fiore, non trovi?!
Ma non essere come le farfalle. Quelle creaturine concentrano la loro bellezza nelle delicate ali colorate, tanto fragili, tanto facili da spezzare. Basta avvicinarsi un po' al corpicino che sta sotto la membrana colorata e scoprirai la più brutta creatura di tutta la terra. Anche la mosca, di meno nobili origini, di classe inferiore, anche la mosca che ronza nell'immondizia appare più bella di una farfalla, se vista da vicino.
Non fare come le farfalle figliolo, belle da lontano, orrende da vicino. Orrende, credimi.
Ma non perdiamoci in quisquiglie e pinzillacchere. Dicevamo, che ieri notte eravamo su una panchina dell'oasi grigia ad inalare fumi di fiori, quando il campanile suonò la mezzanotte. Dodici colpi precisi e gutturali. DON - DON - DON. Cavernosi e profondi. DON - DON - DON. Dodici. Dodici colpi nella notte.
Un sibilo di vento freddo mi scompiglia i fili neri che ho attaccati alla testa, fa volare via i tuoi coriandoli trasparenti. La brezza spettrale mi gela i polmoni, ghiaccia il cuore. TUM-TUM TUM-TUM. E poi rumore di fogliame smosso, rumore di scarpe da ginnastica sul terriccio secco, sui sassolini al bordo dell'aiuola. Un dito inconsistente, mortalmente freddo, come aria pesante di neve, si posa delicato sulla spalla congelandomi le vene, i vasi linfatici, i nervi. Alziamo la testa e dietro ai nostri occhi una creatura incorporea dal corpo blu senza colore, dagli occhi spenti e vuoti, ci osserva in silenzio.
Uno spettro. Posso giurartelo sul mio onore, era un spettro. Non di quelli di carne e ossa: un ectoplasma, un fantasma. Il fantasma di un atleta; dell'atleta che morì in quel fatidico terzo giro di campo, quando il suo cuore smise improvvisamente di pulsare e le sue gambe di correre. L'atleta che venne seppellito a lato della pista in terra rossa, tra le aiuole ed i cespugli del bordo campo.
Egli torna dalla tomba ogni notte allo scoccare della dodicesima ora, la canottiera in microfibra senza sostanza, senza forma, ed il numero attaccato alla pettorina. Corre nei suoi calzoncini blu incolore, corre nelle sue scarpe da ginnastica bianche, incolore. Marcia.
Un gelido sibilo esce dalla sua bocca chiara ... "Permesso..."
Noi siamo come due pietre, come due stalactiti: le nostre bocche sono socchiuse in un urlo spezzato che non muore mai, il respiro è mozzato in gola, e forse anche più giù. Nei nostri occhi il terrore si confonde con lo stupore, increduli, spaventati, frastornati, confusi teniamo le pupille dilatate fisse sul fantasma dietro di noi. Perchè era un fantasma, sono pronta a giurarvelo, vostro Onore.
Ed egli scavalcò la panchina col vuoto negli occhi, e continuò la sua marcia lungo la ringhiera verde che lo separava dal campo. Correrà quel fatidico terzo giro di nuovo, e forse stavolta raggiungerà il nastro del traguardo. E ogni notte ancora, ancora ed ancora. E ancora.
E le nostre pupille dilatate rimangono immobili su quel punto indefinito nel buio dove lo spettro evanescente è scomparso, tra fogliame e cespugli di sterpi.
E ci accorgemmo che il Buio pareva più chiaro; più chiaro pareva il Buio in quell'attimo....

BIG FISH"Ad esempio gli iceberg sono visibili solo al 10%, il restante 90% è sott'acqua e non si vede. E questo è quello che succede con te papà, io vedo solo quel pochino che sta fuori dall'acqua."
"Oh, vuoi dire che vedi solo il mio naso, il mio mento, il mio..."
"Papà io non ho idea di chi tu sia, perchè tu non mi hai mai raccontato un solo fatto".
"Te ne ho raccontati a centinaia. Io non faccio altro. Racconto storie."
"Tu racconti balle papà; racconti bugie divertenti. Le storie sono quelle che si raccontano ai bambini di 5 anni, non sono le elaborate mitologie che ripeti quando tuo figlio ha già 15, 20 o 30 anni. E io ti credevo.... Ho creduto alle tue storie molto più a lungo di quanto avrei dovuto. Poi alla fine, quando ho capito che tutto quello che raccontavi era impossibile, mi sono sentito un idiota per averti creduto. Tu sei come Santa Claus e Topolino messi insieme: tanto simpatici quanto finti."
"Tu dici che sono finto?!"
"Solo in superficie papà. Ma io non ho visto che quella."
"Cosa vuoi Will?! Chi vuoi che io sia?!"
"Te stesso papà! Cattivo, buono, qualsiasi cosa; solo fammi vedere chi sei una volta tanto!"
"Io sono sempre stato me stesso da quando sono nato! E se tu non riesci a vedermi la colpa è tua non mia.
......
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui, e così egli diventa immortale"

Big Fish - Le Storie di una Vita Incredibile (Tim Burton)

Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il mercoledì, 19 marzo 2008
Alle 21:41
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Schriftliche Ermahnung

"Die Schülerin hat eine schriftliche Ermahnung bekommen wegen respektlosem Verhalten"
* "la studentessa riceve un'ammonizione scritta per comportamento irrispettoso"

Perchè, visto che già gli esami non sono andati come dovevano andare, come volevo che andassero; perchè visto che mancano solo due mesi, solo, forse, comunque due mesi; ho pensato che servisse il mio nome sul registro per concludere, forse, bene, comunque il mio ultimo anno accademico. Il mio nome in nero sul registro. Beh, per forza nero, che colore altrimenti se non nero?!
Mia madre direbbe che me le vado proprio a cercare le disgrazie; anzi l'ha detto, l'ha strillato.
E dopodomani ha un colloquio col vicepreside.
Colloquio standard che poteva anche risparmiarsi, ma lei si prepara quasi dovesse andare alla capitolazione della figlia. Una figlia ingrata, ovviamente. Mia madre ha sempre in mente il peggio quando riguarda la scuola: lei ha sempre messo davanti la studentessa a sua figlia. L'ho delusa. Di nuovo. Sai che novità, ho perso il conto ormai.
D'altronde che io sia impertinente si è sempre saputo. E credo non mi dispiacerebbe nemmeno più di tanto, se solo non suonasse così fastidiosamente, terribilmente infantile.
Sono uno scorpione e sono impulsiva, è scritto persino nelle stelle che ricoprono la grande trapunta blu che sovrasta le nostre teste ogni notte.
"Non dare la colpa a queste cazzate, ora". Non dò la colpa a nessuno, credo nell'astrologia, tutto qui. Mi piace crederci.
La verità è che non ho mancato di rispetto a nessuno. Non ho offeso nessuno, non ho attaccato nessuno. Ho usato un tono scurrile: il tono era irrispettoso, forse. Perchè con un certo tipo di persone bisogna parlare con un certo tipo di tono.
Perchè?! Perchè si, e basta. Perchè è cosi che si deve fare. Così che ci han sempre insegnato, senza spiegare, solo insegnato, impartito. 
Se la mettiamo in questo modo, allora probabilmente sì, ho mancato di rispetto, e non ho chiesto scusa. Perchè non avevo niente di cui chiedere scusa. Perchè ciò che ho detto lo penso e lo continuo a pensare, e non lo rimangio. Perchè sebbene sappia di aver comunemente sbagliato, la cosa non mi tocca. Mi è assolutamente indifferente. Scivola.
Il "problema" è che spesso ciò che comunemente e generalmente viene ritenuto sbagliato, per me è invece giusto. E ciò che viene comunemente e generalmente ritenuto giusto, per me è invece sbagliato. 
E non credo sia l'età, non credo he abbia a che fare con gli utlimi sgoccioli della mia adolescenza. O forse anche si, non lo so.
Vorrà dire che avrò tanti anni innanzi a me per imparare ad essere più ragionevole.

Anche se, personalmente, spero di non diventarlo mai. 
 

Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il giovedì, 06 marzo 2008
Alle 13:58
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BrokEBacKJuliA


Tell me baby what's your story
Where do you come from
And where you wanna go this time oh
You're so lovely
Are you lonely?

 

"Se me lo chiedesse Anthony Kiedis gliela racconterei la mia storia. Ohhhhssì, gliela racconterei eccome" - pesavo ieri, sul sedile posteriore dell'utilitaria di famiglia, la Opel Astra nera che usiamo solo per i viaggi. Che puzza.
Si, gliela racconterei la mia storia ad Anthony Kiedis, e ci aggiungerei pure qualche colorata menzogna per renderla un po' piu interessante, quel minimo di più. Giusto un pizzico - sale quanto basta. Gli racconterei tutte le storie che vuole. tuttetuttetutte ♥
E nel frattempo sistemavo il cuscino sotto il mio sacro coccige che ho rotto prendendo male una rampa con la tavola. Per un risultato di due giorni all'ospedale di Tione, un padre che continuava a ripetere che evidentemente lo snowboard non è il mio sport, una lezione di freestyle buttata nel cesso ed un ematoma dalle considerevoli dimensioni.
Mi hanno letteralmente rotto il culo. haha. si, ridete pure.
BrokEBacKJuliA

Postbilancio degli esami:
Tedesco: okay.
Biologia: un disastro, una tragedia, un massacro.
Italiano: okay.
Poteva andare peggio, doveva andare meglio. Aspetteremo, che altro c'è da fare?! Aspettare, aspettare: sempre meglio che correre. Anche perchè a correre, ora come ora, non riuscirei nemmeno volendolo con tutto il mio nauseante intestino. 'Ca troia, cazzo di coccige.

L'altro giorno una bambina esile, dalla frangetta fucsia, è entrata nella mia camera e mi ha rotto lo specchio. Ora è spaccato da rigature profonde, sfregiano il mio riflesso. O forse è il mio viso stesso ad essere sfregiato? Mi carezzo leggermente le guance, non mi sembrano diverse. Gli zigomi sono lì dove li avevo lasciati, un poco di pelle cade, ma riconosco i pezzi, stan tutti al loro posto. Talvolta sbagliato, ma pur sempre loro. Però lo so che è diverso: il mio viso intendo. Mi illudevo andasse bene anche cosi. A te va bene anche cosi?
Forse se fossi bella anche io come quella bimba, potrei andare a spaccare gli specchi degli altri. Se io non posso carezzare il mio profilo nessuno potrà carezzare il proprio. Mille piccoli frammenti di mille specchi. Vetro che taglia anche il mio cuore. Byebye little piece of my heart...

Hey there Delilah, don't you worry about the distance
I'm right there, if you feel lonely give this song another listen
Close your eyes
Listen to my voice, that's my disguise
I'm by your side
Oh, it's what you do to me
Oh, it's what you do to me

La Poupée Cassée [Rotta.Broken.Kaputt]

broken mirror

Sussurrato Da  EloiseTheDoll

Il domenica, 17 febbraio 2008
Alle 13:19
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Look into my stomach, babe. Aprimi le costole.

Sono la bambolina di porcellana seduta sullo scaffale che attende speranzosa l'uomo tutto per lei. Gli occhi di vetro attaccati malinconici alla fredda vetrina natalizia.
Sono la vostra bambina della morte.
Sono la regina dell'incoerenza,la principessa delle paranoie: invidiosa, egocentrica, ipocondriaca, possessiva, narcisista, edonista, amante della distruzione del divertimento estremoestremoestremo, insane, superficiale e profonda come una pozzanghera d'inferno, amorale, assillante, viziata, decadente, difettosa, falsa, esagerata, artificiale, perfezionista, agrodolce, ennuyée depuis longtemps.

I'm a pretty, fuckin bitch. And I Love It.
I'm your mechanical bride.
I'm your favourite drug.
I'm your voice.
I'm your Pierrot.
I'm your your sugar. I'm your cream. I'm your antiamerican dream.
EmilieAutumn.com

*Me,Myself,and I
*Dolly e Molly e Lei,il Mio Riflesso
*le tentazioni
*chiunque giochi con me
*il bello perchè bello:i bei uomini e le belle donne.il fascino androgino
*le piccole creaturine di pezza e porcellana
*fairytales
*l'arte in tutte le sue forme,cornici,colori e sfumature.soprattutto le sfumature
*il the coi pasticcini
*la letteratura decadente de la fin du siècle
*Malice
*i dettagli
*fiocchi,pizzi,corsetti,merletti
*Manga&Anime
*vampiri,fate,elfi e tutte quelle creature che mi piace credere esistano
*gli scrittori
*le verità deviate
*la montagna:la neve,i laghi e i ruscelli
*underground fashionstreams and makeup
*coin operated boys.dandies
*Emilie Autumn, Tim Burton, Oscar Wilde, Paul Verlaine, Charles Baudelaire, Edgar Allan Poe, Brandon Boyd, Hans Christian Andersen, Marylin Manson

*l'insistenza
*i bigotti,i moralisti,i perbenisti
*gli ottusi,gli ignoranti,la gente mediocre e stupida.sotanzialmente stupida,interiormente stupida,esteriormente stupida
*la volgarità rozza e ignorante
*i paladini della giustizia
*la razionalità
*i piccolo borghesi buonisti che giocano a fare gli spiriti eletti
*il mio involucro flaccido di carne,carne e pelle,carne e grasso
*qualunque farfalla osi rubare la scena a me, piccolo baco verde
*i pappagalli che agitano le loro quattro piume spennate pretendendo di essere pavoni
*Me Myself and I.sometimes

Desiderio Avverato

Desiderio Da Avverare

Il Vangelo secondo Oscar Wilde
Racconti del terrore (Poe)
Hans Christian Andersen
Die Brüder Grimm
The Vampire Chronicles (Rice)
Favole (Frances)
Morte a Venezia (Mann)
Così parlò Zarathustra (Nietzsche)
Alice nello specchio (Carrol)
Lord Of Flies (Golding)
I poeti simbolisti della Parnasse - Verlaine, Rimbaud, Mallarmé, Baudelaire

VictorianIndustrial.Ebm.Industrial. Cyber.Hardstyle.JRock. VisualK.Goth.Classical.Ballades. DarkWave.
by Six66
Emilie Autumn.Marylin Manson.Incubus.Porcelain and the Tramps.Versailles.Moi Dix Mois.Miyavi.Placebo.Gazette.Violent Diva.Pierrot.Cinema Strange.Henrik Nordvargr Björkk.Beethoven.Olivia. Schuman.Schubert.Dvorak.Yann Tiersen.Nirvana.Scooter.Zombina and The Skeletons.
Emilie Autumn-Thank God I'm Pretty

"I dandy e le donne affascinanti governano il mondo;o almeno così dovrebbe essere"."L'unico modo di liberarsi da una tentazione è di abbandonarsi ad essa"."E' assurdo dividere le persone in buone e cattive;le persone si dividono in simpatiche e noiose"."Per ogni buona impressione che si produce ci si fa un nemico.Per godere della popolarità bisogna essere mediocri"."Non esistono libri morali o immorali.Ci sono solo libri scritti bene o libri scritti male.Questo è tutto"."Tutta l'arte è perfettamente inutile"."I miei affari mi annoiano a morte.Preferisco quelli degli altri"."Essere immaturi,significa essere perfetti"."E' un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più"."Per riavere la mia giovinezza farei di tutto,tranne far ginnastica,alzarmi presto o essere rispettabile"."I bei modi prima della morale!"."E' molto meglio essere belli piuttosto che buoni.Ma sono la prima persona a dire che è meglio essere buoni piuttosto che brutti"."La fedeltà è per la vita sentimentale ciò che la coerenza è per la vita intellettuale:semplicemente un'ammissione di fallimento"."Ho dei gusti semplicissimi,mi accontento sempre del meglio"."Il primo dovere nella vita è quello di essere il più artificiali possibili.Quale sia il secondo,nessuno lo ha ancora scoperto"."Il cinismo è l'arte di vedere le cose come sono,non come dovrebbero essere"."Solo coloro che non sanno giocare col fuoco si bruciano del tutto"."La moderazione è una cosa fatale.Nulla ha più successo dell'eccesso"."Un buon consiglio diamolo sempre a qualcun altro.E' l'unica cosa da fare giacchè non è di nessuna utilità per noi stessi"."Esistono due modi per non apprezzare l'arte.Il primo consiste nel non apprezzarla,il secondo nell'apprezzarla con razionalità"."Dire l'incredibile e fare l'improbabile:è giusto il tipo di vita che vorrei per me"."La donna che non riesce a rendere affascinanti i suoi errori,è solo una femmina"."Non si può dire che un'atmosfera di alta moralità sia molto propizia alla salute,o alla felicità"."Una maschera ci dice molto più di una faccia"."Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso,e sono così intelligente che alle volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico"."Sono solo i superficiali a non giudicare dalle apparenze"

alph
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